Cronaca

Contrabbando, l’eterno ritorno delle “bionde”

​Trait d’union tra malaffare e disagio sociale, riemerge quello che pareva solo un ricordo del passato​


C’era una volta. E c’è ancora. Fenomeno
discusso, controverso, una sorta di trait d’union
tra malaffare e disagio sociale. Ma anche spia di un
pericoloso clima di illegalità diffusa e percepita quasi
come innocua.

Il contrabbando di sigarette appartiene alla storia del
costume del Mezzogiorno d’Italia, oltre ad essere materiale
per la cronaca nera. Che è tornata ad occuparsene.
Infatti, lunedì scorso i Militari del Gruppo di Taranto
della Guardia di Finanza hanno tratto in arresto il
43enne tarantino G.M., perchè “intento a trasportare
111 chilogrammi di sigarette di contrabbando”, come
riferito proprio dalle Fiamme Gialle.
La stessa Guardia di Finanza, nell’ambito dell’attività
di controllo economico del territorio, ha avviato
un’intensificazione dei servizi di contrasto ai traffici
illeciti, “con particolare riguardo alla recrudescenza
del fenomeno del contrabbando di tabacchi lavorati
esteri” dicono dalla caserma Lorenzo Greco.

Recrudescenza: notevole aggravamento, ripresa preoccupante
di un male fisico, morale o sociale, susseguente
a una fase di stasi o di attenuazione, dicono i dizionari.
Il ritorno di un fenomeno che pareva debellato.
È in questo contesto che una pattuglia delle Fiamme
Gialle ha proceduto al controllo di un’autovettura sulla
S.S. 7 Appia che collega Taranto a Brindisi, nei pressi
dello svincolo per Montemesola.
Ai militari della Gdf non sono sfuggiti gli evidenti
segni di apprensione mostrati dal conducente nonché
la particolarità che l’automezzo risultasse notevolmente
‘appesantito’ nella parte posteriore. Dopo aver proceduto
all’apertura del cofano posteriore dell’autovettura,
i Finanzieri hanno rinvenuto diversi scatoloni di varia
grandezza, contenenti complessivamente centoundici
chilogrammi di sigarette delle marche Regina e D&b
sprovvisti del sigillo dei Monopoli di Stato.

Sia le
sigarette che l’autovettura, peraltro sprovvista di copertura
assicurativa (altro fenomeno, questo, che viene
visto a volte come un mescolarsi di attività criminale
e difficoltà economiche sempre più forti) sono stati
sequestrati, mentre l’uomo, su disposizione del magistrato
di turno, è stato sottoposto alla misura degli
arresti domiciliari. Il reato contestato è quello di contrabbando (art. 291 bis
D.P.R. 43/73), mentre sono in corso le indagini finalizzate
a risalire ai canali di approvvigionamento dei tabacchi.

IL SEQUESTRO A PAOLO VI

A luglio di quest’anno, era stato un 59enne, P.C., residente
a Napoli, a finire nella rete della Finanza. Che lo
aveva arrestato a Taranto mentre trasportava 115 chilogrammi
di sigarette di contrabbando. Le Fiamme Gialle
lo hanno fermato al quartiere Paolo VI; l’uomo riferiva
ai militari di essere impegnato in un trasloco. Invece nel
cofano della sua auto c’erano complessivamente 115
chilogrammi di sigarette Regina e Chesterfield sprovvisti
del sigillo dei Monopoli di Stato.

MADE IN PUGLIA

Sempre questa estate, erano stati i finanzieri del Nucleo
di Polizia Tributaria Bari a scoprire e sequestrare, a
Polignano a Mare, oltre due tonnellate di sigarette di
contrabbando di marca Regina (2.200 chili), per un
valore commerciale di circa 260.000 euro.
La merce era in un camion
con targa romena sottoposto a
controllo dai militari nel parcheggio
antistante a un capannone
industriale, alla periferia
di Polignano. I cartoni con le
sigarette di contrabbando erano
nascosti dentro enormi sacchi di
iuta contenenti pellet.
I militari hanno perquisito anche
il capannone vicino, all’interno
del quale sono stati sequestrati
17.000 litri di gasolio agricolo
e 18.000 litri di alcool di contrabbando,
oltre ad una motrice
di un autoarticolato risultata
rubata. Due cittadini rumeni,
entrambi trentenni, sono stati arrestati per contrabbando
di sigarette, mentre il titolare del capannone, un cittadino
italiano, è stato denunciato a piede libero per ricettazione
e sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa
sui prodotti energetici.

LA VIA CAMPANA

Il 27 novembre scorso, una cosa come cinque tonnellate
di sigarette di contrabbando – Marlboro e Chesterfield,
tutte con contrassegni di monopolio di stato esteri risultati
originali – sono state sequestrate a Palma Campania
(Napoli) dalla Guardia di Finanza che ha anche arrestato
quattro persone. In manette sono finiti tre italiani e un
croato.
I finanzieri della Compagnia di Giugliano in Campania
hanno individuato un autoarticolato con targa estera diretto
in un piazzale adibito a deposito di materiale edile.
Durante un controllo le fiamme gialle hanno scoperto che
dietro un carico di copertura – alcuni bancali di materiale
plastico – c’era l’ingente quantitativo di sigarette di
contrabbando. Il valore stimato delle “bionde” è di circa
2 milioni di euro. Sarebbero state vendute sui mercati
clandestini del Napoletano, a circa 3 euro a pacchetto.

L’evasione dei tributi doganali è stata stimata in circa 1,5
milioni di euro. Cifre imponenti, che dimostrano come
il fenomeno del contrabbando stia vivendo un ritorno
che desta preoccupazione. Ancora. Il primo dicembre, 8
tonnellate e mezzo di sigarette prive del contrassegno dei
Monopoli di Stato sono state sequestrate dalla Guardia di
Finanza ad Eboli, nel Salernitano. I militari del Gruppo
di Eboli hanno intercettato un furgone nei pressi dello
svincolo autostradale e sottoposto a controllo. L’automezzo
guidato da un uomo della provincia di Napoli,
finito in manette, trasportava alcune casse di sigarette
di contrabbando.
Dai successivi controlli e con l’ausilio di pattuglie delle
fiamme gialle fatte confluire da Salerno, è stato individuato
un capannone nel quale vi erano altri tre furgoni
contenenti numerose casse di “bionde”

LO SBARCO AL NORD

Taranto, Bari, Napoli; ma non
solo. Il contrabbando delle
“bionde” è, oggi, anche un
qualcosa che riguarda il Nord.
Dove il fenomeno è sbarcato in
grande stile. Solo pochi giorni
fa sempre la Guardia di Finanza,
ma a Pavia, ha arrestato tre
contrabbandieri e – soprattutto
– sequestrato una fabbrica clandestina
di sigarette allestita in un
fabbricato situato nella periferia
di Sannazzaro, nel Pavese.
Tre persone sono state arrestate,
un italiano e due stranieri.
Un’operazione nata dalla scoperta
di un tir proveniente, dalla Romania, utilizzato da
un’organizzazione per il contrabbando nell’est Europa.
I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno intercettato
il mezzo nei pressi del casello autostradale di
Casei Gerola. La perquisizione è stata estesa all’immobile,
localizzato a Sannazzaro De’ Burgondi, all’interno
del quale era stato attrezzato una sorta di opificio per la
produzione delle sigarette.

BONDI E I TUMORI
“I tumori al polmone hanno una latenza di 30-40 anni, e
riflettono quindi essenzialmente esposizioni dagli anni
’60 e ’70, o precedenti. A tale proposito è noto che a
Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era
in passato più alto rispetto ad altre aree del Sud”. Parole
diventate famose, quelle pronunciate nel luglio 2013
dall’allora commissario Ilva, Enrico Bondi, che ricordava
il rapporto tra Taranto ed il contrabbando per ‘scagionare’
il Siderurgico. Ne nacquero – inevitabilmente – polemiche
feroci. Da città del contrabbando a quella dei veleni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche