27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2020 alle 17:42:13

Cronaca

​Visionary Wind Days, ai Tamburi si vuole cambiare il vento​

Laboratori d’arte per sognare una realtà diversa, cavalcando un Vento nuovo


“C’era una volta e
c’è ancora il Vento e quei giorni
chiamati Wind day. C’era una volta
e c’è ancora quella giornata di
vento forte che proviene da Nord e
alza le polveri e i fumi dell’Ilva sul
rione Tamburi e il resto di Taranto;
i bambini non possono uscire,
non possono andare a scuola, non
possono giocare e il Vento non può
essere d’accordo. C’era una volta
un quartiere inquinato e una città
grigia, ma il Vento, questa volta,
ha portato con se anche i Visionary
Wind Days, laboratori d’arte
per sognare una realtà diversa,
cavalcando un Vento nuovo, un
Vento amico carico di immaginazione
e non di polveri.

Le attività
vogliono far emergere quello che
ogni bambino sente nei giorni in
cui viene privato del gioco, delle
quotidiane attività scolastiche per
rendere questa costrizione, inutile per noi di Visionary Wind Days, un
momento di visione di una quotidianità
magicamente diversa ma fattibile, di
una storia del proprio quartiere cambiata,
rivoluzionata e senza dubbio
migliorata dalla speranza vivida e
istintiva dell’infanzia”.

Visionary Wind
Days, da un’idea di Tiziana Magrì,
sono Laboratori di Visione sociale,
laboratori d’arte, di educazione al sogno
reale. Oggi via all’iniziativa presso
la Sala Murialdo, chiesa Gesù Divin
Lavoratori, con il laboratorio artistico
di Angelo Pacifico Il territorio che
siamo: si intende proporre a bambini
e ragazzi un percorso di scoperta delle
trasformazioni urbanistiche e sociali
avvenute nel quartiere in cui vivono.
Ri-visitare il proprio territorio. Attraverso
un disegno realizzato su un
foglio di carta acetata, posto sulla foto
del proprio quartiere, ognuno potrà
rielaborare e ricostruire l’aspetto di alcuni
scorci selezionati ed emblematici
della nostra città. A seguire la lettura
del picturebook “Come? Cosa?” di
Fabian Negrin curata da Alessandra
Gigante e il laboratorio di creatività di
Alessandra Gigante e Gaia Favaro: Sul
molo di un non specificato porto una
donna grida al marito già in barca: Ehi,
cosa vuoi magiare stasera? Prendendo
il largo il pescatore risponde: Purè di
patate! Ma il vento distorce le parole e
così la moglie capisce una cosa un po’
diversa.

La donna chiede a suo figlio
di andare a prendere quello che crede
suo marito voglia mangiare. Da qui
parte una grande avventura e, come
ogni volta che un adulto ha a che fare
con un bambino, non resta all’infanzia
che affidarsi al caso per risolvere
le cose. Durante il momento creativo
ci affideremo proprio ai bambini, che
attraverso il movimento, la voce e il
gioco potranno immaginare strade
diverse da percorrere proprio insieme
al Vento, che da sempre amico della
città e del quartiere, desidera sollevare
i sogni delle generazioni future
rendendoli visibili e ben definiti.
Progetto evento Tiziana Magrì;
progetto Grafico Tiziana De Pace;
illustrazione Angelo Pacifico (alcuni
giorni il vento tornava in città;soffiava
per le strade per giorni…e quando era
felice soffiava più forte. Lui non voleva
trasportare la polvere e neanche il
veleno. Al vento piaceva solo giocare,
veder danzare le foglie, rincorrere le
onde e far volare le altalene)
In collaborazione con Donna a Sud.

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