22 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 08:52:00

Cronaca

​Giovani e volontariato, contaminazione reciproca​

Le parole del prof. Andrea Salvini dell’Università di Pisa


«Giovani e volontariato una relazione che va fondata sulla contaminazione reciproca».

Il professor Andrea Salvini, Ordinario di sociologia generale presso l’Università di Pisa, è stato a Taranto per partecipare a un incontro organizzato nell’ambito di #EventoFinaleGIV2017, la giornata finale del progetto “Giovani in Volo.” del Csv Taranto; lo avviciniamo prima del suo intervento.

Professore, si parla tanto di “reti”, ma nel terzo settore è meglio che abbiano una gestione orizzontale o una verticale?
Questa è una bella domanda: intanto non esiste mai un network davvero orizzontale, perché per sopravvivere una rete ha sempre bisogno di un cosiddetto “promotore”, che può essere istituzionale soprattutto in quegli ambiti in cui c’è necessità di un soggetto che stimoli o che promuova. Può essere “istituzionale” nel senso di istituzione pubblica, ma può essere anche un altro soggetto, come un Centro di Servizio per esempio. Mi chiedo: laddove un ruolo di protagonismo possa essere ricoperto dal Centro di Servizio Volontariato, perché no? D’altronde il compito di un CSV è proprio quello di promozione e di stimolo. Poi c’è sempre bisogno di qualche soggetto riconosciuto che tenga la rete insieme: le reti totalmente orizzontali e democratiche sono ancora una virtù da individuare!

Lei è a Taranto al #EventoFinale- GIV2017 per parlare nell’incontro pubblico “Lo sviluppo delle attitudini pro-sociali di una comunità a partire dai giovani. L’esperienza di Giovani in Volo”: qual è il suo pensiero su questo tema?
Conosco bene “Giovani in Volo.” perché è la terza volta che vengo nella vostra città per dare un contributo di riflessione: lo considero uno dei progetti più innovativi e interessanti del terzo settore del nostro Paese, quindi innanzi tutto tanti complimenti al Csv Taranto! I giovani sono, come si direbbe oggi in linguaggio moderno, target strategico. Naturalmente noi oggi discuteremo del fatto che i giovani saranno elemento importante per lo sviluppo del volontariato e delle organizzazioni, ma in realtà dare spazio alla partecipazione giovanile significa consolidare la società civile sul territorio. Noi dobbiamo dare spazio ai giovani non per mero giovanilismo, o perché è un vezzo o una moda, né tantomeno perché l’attuale dinamica demografica prevede l’invecchiamento. I giovani per loro stessa natura sono portatori di innovazione sociale, di innovazione culturale, di idee: abbiamo bisogno dei giovani, e noi, probabilmente, come volontariato facciamo troppo poco per dare spazio e per dare valore al loro contributo.

E il volontariato cosa può dare loro?
Sicuramente il volontariato può essere un luogo di crescita importantissimo, perché è un luogo dove si generano valori importanti come la solidarietà, come il sentirsi parte di una stessa famiglia e di uno stesso territorio. Però, ripeto, non dobbiamo dimenticare che i giovani possono dare tantissimo al volontariato, purché ci si metta nella giusta sintonia, e non sempre questo è facile.

Perché Professor Salvini?
Perché le nostre organizzazioni sono dei “contenitori” all’interno dei quali pensiamo di poter mettere “materia prima” – i giovani stessi N.d.A. – che poi ne esca “formata”, che poi è l’idea della scuola di tipo aziendale. Non è così: ci deve essere una contaminazione reciproca. E questo è interessante perché, oggi più che mai, il volontariato diventa un luogo di relazioni intergenerazionali. L’età media dei nostri volontari tende a innalzarsi, perché il volontariato è specchio della realtà sociale e delle sue dinamiche di invecchiamento. Per questo non è facile rapportarsi con ragazzi e ragazze che sono portatori anche di istanze così apparentemente lontane dal nostro modo di vedere, dai nostri punti di vista, eppure bisogna fare questo sforzo!

Come vede i giovani?
Come una risorsa preziosa che sta diventando sempre più scarsa, ma non nel senso che non fanno più volontariato, ma nel senso che vedono il volontariato come una delle opzioni possibili tra le tante.

Allora che medicina somministriamo alle organizzazioni di volontariato?
Tanta disponibilità a mettersi in discussione, perché i ragazzi e le ragazze hanno questo straordinario potere di metterti di fronte a delle scelte da fare, e delle volte dobbiamo essere ottimisti e dare loro credito.

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