Cronaca

Call Center, «Paga da fame? No, errore tecnico»

La replica dell'azienda alle accuse del sindacato


«In maniera del tutto improvvisa quanto incomprensibile
l’azienda è stata subissata da notizie a mezzo
stampa, cartacea e televisiva, inerenti ipotetiche condotte
vessatorie o riprovevoli poste in essere dalla medesima a
danno di alcuni dei suoi dipendenti».

Esordisce così, in una
nota, Ccl srls il call center al centro delle polemiche a seguito
della denuncia della Slc Cgil di Taranto.

«In premessa
giova rilevare come sino ad oggi alcuno dei lavoratori abbia
manifestato mai insoddisfazione rispetto all’operato e ai
rapporti con i vertici dell’azienda – precisano dall’azienda.
In effetti, per quanto concerne la retribuzione e l’elaborazione
dei cedolini paga relativi al mese di ottobre 2017 si
è incorsi in un errore di natura tecnica, una evidente anomalia,
che ha portato ad una scorretta quantificazione della
prestazione lavorativa su base oraria. Detto evidente errore,
di natura tecnica, è stato rilevato su 5 (cinque) collaboratori.

Gli altri 21 (ventuno) collaboratori non hanno registrato
alcuna anomalia nei pagamenti e la loro retribuzione è
conforme all’accordo sindacale sottoscritto lo scorso 2
ottobre a seguito di un incontro tenuto presso la sede della
Cgil di Taranto con il Segretario provinciale della Slc Cgil
con cui si è inteso adottare e quindi applicare al personale
l’accordo nazionale tra Asstel ed Assocontact con Slc Cgil,
Fistel Cisl e Uilcom Uil in tema di collaboratori outbound
dei call center del 31 luglio 2017. Peraltro, evidenziati i fatti
occorsi, purtroppo non per apprensione diretta ma tramite
i mezzi di informazione, per quei 5 dei 26 collaboratori su
cui si è verificato l’increscioso disguido è stata già disposta
ed effettuata la rettifica dell’ammontante della retribuzione,
parametrandola sulla prestazione effettivamente resa
e così come previsto dalla contrattazione decentrata.

In
nessun caso la paga oraria è stata disposta per euro 0,33,
nemmeno nelle circostanze esposte dai collaboratori che
hanno riscontrato l’anomalia; tale coefficiente di calcolo
infatti è del tutto sconosciuto all’azienda. Si sottolinea
infine che l’azienda provvede al pagamento delle mensilità
al trentacinquesimo giorno successivo dalla data di
scadenza di ciascun mese di riferimento, puntualmente e
senza ritardi – dicono dalla Ccl srls – Spiace rilevale, infine,
che l’accaduto abbia potuto far connotare negativamente
l’attività di un settore o peggio di un intero territorio, ed
a tal proposito l’Azienda ha avviato una consultazione
interna al fine di rilevare eventuali errori di gestione e di
porvi strutturale rimedio».

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