26 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 12:07:51

Cronaca

​MarTa, lo strano bando per addetto stampa​

Il sindacato dei giornalisti chiede alla Degl’Innocenti l’immediata revoca del bando: serve più rispetto per la professione​


AAA Cercasi addetto stampa per importante
istituzione culturale pubblica. Giornalista? Oddio, se
proprio capita… ma non è richiesto. Sono richiesti invece
la laurea magistrale (o quella quadriennale vecchio
ordinamento), la buona conoscenza dell’Inglese parlato
e scritto, la presenza nel posto di lavoro (il Museo
nazionale archeologico di Taranto) negli orari d’ufficio,
la reperibilità telefonica e disponibilità a partecipare
ad eventi ed iniziative anche in orario serale e in giorni
festivi, ottime capacità di utilizzo degli strumenti
informatici e dei social network, comprovata conoscenza
dei settori della comunicazione, dei media regionali
nazionali ed internazionali e della promozione.

È richiesta inoltre una esperienza almeno quinquennale
“presso altro Ente per le medesime attività oggetto
dell’avviso”.
Fra le cose che questo intellettuale polivalente ed
autonomo, molto rigoroso e metodico, con senso
relazionale, disponibilità e capacità di ascolto (altri
requisiti previsti) dovrà svolgere, oltre alle funzioni
tipiche dell’addetto stampa (tra le quali esplicitamente
richiamate: redazione di comunicati, organizzazione di
conferenze stampa ed eventi, gestione dei rapporti con
gli organi di informazione, supporto alla progettazione di
campagne informative…), ed alle attività di comunicazione
e promozione del Museo, ci sono la gestione delle agende
della direzione e dello staff, la proposta e gestione di
un palinsesto sociale, di contenuti divulgativi digitali e
non, la gestione della newsletter istituzionale, il supporto
alla gestione degli aggiornamenti del sito istituzionale,
ed altro ancora.

A fronte di questo maxi-impegno con richiesta di
maxi-competenze piuttosto diversificate (oh, insieme
col voto di laurea ed altre bazzeccole, fra gli elementi
di valutazione dei curricula spunta finalmente, ma non
è requisito indispensabile, fa solo un po’ di punteggio,
l’eventuale iscrizione all’Ordine dei Giornalisti…), questo
incrocio fra Pico della Mirandola, Amedeo Maiuri
ed Indro Montanelli sarà ingaggiato per un anno, non
rinnovabile, con contratto di collaborazione coordinata e
continuativa (il famigerato Co.Co.Co.) per la stratosferica
cifra di euro 12.615,00 (avete letto bene, dodicimila,
non manca uno zero…), compenso “omnicomprensivo
per l’esecuzione di tutte le prestazioni e di ogni onere
previsto per legge”; anche dei contributi previdenziali,
quindi, e temiamo anche le trattenute fiscali.

Che cos’è, uno scherzo?
Andiamo con ordine: se il Mibact, Ministero dei beni e
delle attività culturali e del turismo, avesse intenzione di
dotarsi, o di dotare un museo, di una postazione medica,
dovrebbe ingaggiare una persona iscritta all’Ordine dei
Medici; possibile che al Mibact non sappiano che il
giornalismo è, in Italia, professione costituzionalmente
tutelata e non un hobby, e che cerchino un addetto stampa
non giornalista?
E ancora: insieme con una caterva di mansioni
giornalistiche, tutte piuttosto impegnative, il bando
prevede che l’addetto stampa, per mille euro lordi al
mese, svolga anche attività di comunicazione, propaganda
e collaborazione alla gestione dell’attività dello staff
di direzione.

Certo, manca l’esclusiva: ma col tipo di
orari in sede che richiede, più tutte le attività da gestire,
impedirebbe di fatto lo svolgimento di qualsiasi altra
attività.
Non solo: il bando è del 17 dicembre, è apparso solo sul
sito del Museo di Taranto e la scadenza delle domande,
complete di documentazione, è fissata per le ore 12 del 29
dicembre (nel mezzo ci sono state le festività natalizie).
E allora? È uno scherzo?
Oppure siamo in presenza di qualcuno che, non
giornalista, DEVE vincere questa selezione,
resa oltretutto molto poco appetibile, sia per
gli impegni che per la derisoria retribuzione
e la breve durata, oltreché semiclandestina,
in previsione di una qualche leggina di
stabilizzazione?

Il divo Giulio avrebbe chiosato che a pensar
male si fa peccato ma spesso si indovina. E
non vorremmo, davvero, avere indovinato che
cosa c’è dietro questo bando assurdo e pure
contra legem.

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