19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca

“Fossi in Giangrande mi dimetterei subito”


TARANTO – “Fossi stato in Giangrande mi sarei dimesso subito. Mi sarei dedicato a fare il presidente della mia associazione. Avrei preso atto di essere stato sfiduciato prima e bocciato poi”. Non usa mezzi termini Vito Lobasso, componente della Giunta della Camera di Commercio di Taranto, per commentare gli ultimi accadimenti che hanno contrassegnato l’Ente di viale Virgilio. In una nostra intervista, il presidente di Confesercenti, fa chiarezza sulla “mozione di sfiducia costruttiva” che ha estromesso Giangrande dalla Giunta, non mancando di attaccare il “modus operandi” del presidente della Confcommercio. Come si sarebbe comportato se si fosse trovato nella stessa posizione del consigliere Giangrande? “Al posto di Giangrande mi sarei dimesso. Avrei continuato a fare il presidente della mia associazione. Non si può continuare a lavorare con la consapevolezza di essere stato prima sfiduciato e poi bocciato”.

Si riferisce alla “mozione di sfiducia costruttiva” ed alla sospensione del Consiglio di Stato? “Certo. Ci sono 19 consiglieri su 25, non tenendo conto degli assenti e degli astenuti, che hanno votato contro la gestione di Giangrande. Quei consiglieri sono gli stessi che, qualche mese fa votarono a favore del consigliere”. Il consigliere però, in conferenza stampa, anche se non in maniera esplicita, ha lasciato intravedere spiragli per un eventuale “dialogo”. “Lei forse si riferisce a quel comizio pubblico, mascherato da conferenza stampa, senza contradditorio. Per venticinque anni abbiamo accettato che la nostra fosse una città di manovali. Senza autostrade, aeroporto e prospettive per il turismo. Non si può avviare un cambiamento a colpi di carte bollate o con le provocazioni sugli emolumenti, altrimenti si passa ad un livello di estremo populismo. Una fase di dialogo può esserci ma solo con un azzeramento degli atteggiamenti di questo tipo e con un cambio generazionale. Il dialogo può avvenire solo con soggetti nuovi, fuori da ogni interesse privato delle associazioni. Ovviamente, non ci potrà essere una maggioranza diversa”. La sospensione decretata dal Consiglio di Stato, in merito all’ordinanza del Tar sul ricorso presentato da Giangrande sembrerebbe segnare la fine dell’impasse all’interno della Camera di Commercio. “Non abbiamo mai vissuto questo periodo come un blocco. Nella maggioranza c’è l’intesa di dieci associazioni su tredici, e di mezza Confcommercio. Siamo soggetti capaci di dialogare e di interscambiarci. Non ci sono egemonie”. Può dirsi conclusa l’era dei commissariamenti? “Se fossimo tanto caproni da farci commissariare nuovamente bloccheremmo l’economia di Taranto e provincia. Per noi sarebbe un fallimento, per altri un successo”.

F.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche