19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

​Saldi invernali, si parte venerdì​

Anche a Taranto caccia all’affare


Interessano 15,6 milioni di famiglie, muovono
in totale 5,2 miliardi di euro, con un budget di spesa
a persona di 143 euro: sono i numeri dei saldi invernali
che martedì sono partiti in Basilicata, ieri in Valle d’Aosta e
da venerdì 5 gennaio in tutte le altre regioni compresa la
Puglia e quindi Taranto.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio ogni
famiglia, in occasione dei saldi invernali 2018, spenderà
331 euro per l’acquisto di capi d’abbigliamento, calzature
ed accessori.
Per Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia e
vicepresidente di Confcommercio, «dopo un Natale ancora
sospeso tra una crisi che sembra volgere al termine ed una
ripresa ancora debole almeno nel fashion retail, la buona
notizia è l’incremento di due punti della fiducia dei consumatori,
tornato ai livelli del gennaio 2016.

Un ingrediente,
questo, imprescindibile, oltre al potere di acquisto degli Italiani,
per sostenere i consumi in questo periodo dei saldi di
fine stagione, che per meteo e calendario è appena iniziata.
La spesa per gli acquisti in saldo per valore – secondo le
nostre stime – sarà leggermente inferiore a quella dell’anno
scorso, ma in linea con il momento. Il vero vantaggio
sarà per i consumatori
non vedere i prezzi
dei negozi, dal primo
gennaio, con l’Iva al
25%. Il Governo ha
fatto bene ad ascoltarci,
sterilizzando
le clausole di salvaguardia,
ma se vogliamo
veramente uscire
dal tunnel, occorre
un maggior sforzo,
coraggio e determinazione
per ridurre
la pressione fiscale,
ancora troppo elevata
per imprese e famiglie».

Per il corretto acquisto
degli articoli in
saldo, Confcommercio
ricorda alcuni
principi di base:

1. Cambi – la possibilità
di cambiare il
capo dopo che lo si è
acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del
negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o
non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo
n. 24/2002).
In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione
o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti
impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato.
Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo
entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2 – Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità
del negoziante.

3 – Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da
parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita
l’adesivo che attesta la relativa convenzione.

4 – Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in
saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere
suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro
un certo periodo di tempo.
Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti
non alla stagione in corso.

5 – Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di
indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo
finale.

Confcommercio segnala, inoltre, le varie iniziative
promosse sull’intero territorio nazionale da Federazione
Moda Italia, come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”,
“Saldi Tranquilli”.

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