Cronaca

Zone Economiche Speciali, Taranto resta ferma

L’appello dell’on. Gianfranco Chiarelli per la Zes


«Nella provincia di
Lecce Confindustria ha condotto
una indagine per verificare quali
sono le aree industriali e logistiche
che potenzialmente sono collegabili
e potrebbero rientrare nel recinto
della Zes dell’Adriatico. Sempre in
provincia di Lecce il presidente della
Provincia ha convocato i sindaci
per verificare quale contributo gli
stessi posso dare alla Zes e chi ha
titoli potenziali per potervi rientrare.
Da noi, intendo nell’area jonica, è
possibile offrire un contributo di
merito? O dobbiamo aspettare che
tutto venga deciso a Bari o a Roma?».

È l’interrogativo posto dall’on.
Gianfranco Chiarelli in riferimento
all’istituzione della Zona Economica
Speciale. «E’ ormai chiaro che alla
Zes di Taranto saranno assegnati
2.200 ettari dei 4.400 in totale
destinati alla Puglia da recintare
come Zone economiche speciali.
Con quale criterio si deciderà la
delimitazione? Oltre alle aree
portuali e retro portuali di Taranto
quali zone anche non contigue ma
collegate al porto da un punto di vista
economico funziuonale potranno
essere inserite nella Zes? Quale
ruolo avrà l’aeroporto di Grottaglie?

A queste domande è necessario
che anche le istituzioni joniche
contribuiscano a dare risposte. Per
evitare che tutto si decida nel gioco
e nella contrapposizione tra Bari
e Roma, dove le logiche portano
spesso a costruire gabbie dalle quali
i tarantini non riescono a liberarsi.
Io invece – conclude Chiarelli – sono
convinto che dobbiamo mettere in
campo idee, competenze, decisioni
per il futuro di Taranto e della sua
provincia. Con orgoglio».

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