18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca

​Nave panamense bloccata al terminal rinfuse Ilva ​

Operazione condotta dalla Guardia Costiera


In azione il Nucleo “Port
State Control” della Capitaneria di
Porto nei confronti di una nave battente
bandiera panamense.

Gli uomini della Guardia Costiera di
Taranto – Nucleo Port State Control,
hanno emanato il provvedimento di
fermo ai sensi della Direttiva 2009/16
della Comunità Europea recepita
dall’ordinamento legislativo italiano
alla nave da carico Ormi, di tipo “bulk
carrier”, ormeggiata presso il terminal
rinfuse dell’Ilva.
Il provvedimento di fermo è stato adottato
in quanto l’unità, successivamente
ad una ispezione durata circa 12 ore,
effettuata dagli ispettori del nucleo
Port State Control, è risultata essere
in condizioni sub-standard secondo le
normative internazionali per la sicurezza
della navigazione.

L’unità battente
bandiera panamense è stata infatti
sottoposta a fermo a causa delle gravi
carenze riscontrate nel corso delle predette
verifiche, tra cui si registra anche
la anomala gestione di rifiuti liquidi
oleosi, che se non scaricati presso una
stazione di ricezione a terra, potevano
essere illecitamente riversati in mare.
Al momento l’unità risulta ancora
ferma in porto, in attesa dei controlli
da parte degli ispettori del Registro
di Classifica responsabile del rilascio
della certificazione di sicurezza e
dello Stato di Bandiera.

Il Nucleo Psc
della Capitaneria di Porto di Taranto,
comandata dal Capitano di Vascello
Claudio Durante, ha da sempre profuso
notevoli sforzi nella lotta al fenomeno
delle “carrette” del mare, ovvero navi
sub-standard che, in difformità delle
convenzioni internazionali, navigano
con gravissimo pregiudizio per la sicurezza
della navigazione e dell’ambiente
marino. La tutela del mare, difatti, è
uno dei principali obiettivi che persegue
la locale Capitaneria di Porto, soprattutto
a seguito del riconoscimento
dell’area del Mar Piccolo a S.I.N. (sito
d’interesse nazionale). A testimonianza
di ciò, dopo i brillanti risultati ottenuti
nell’anno 2017 – 45 navi straniere ispezionate
di cui quattro detenute e 135
deficienze totali riscontrate – che hanno fatto registrare il vivo apprezzamento
da parte del Comando Generale delle
Capitanerie di Porto, i dati di inizio
anno sembrano confermare la stessa
linea, infatti sono state rilevate già 30
deficienze su 2 delle unità ispezionate,
oltre al provvedimento di fermo
della nave panamensi. Tali dati hanno
contribuito a far si che l’Italia, anche
nell’anno appena concluso, si sia attestata
ai primissimi posti fra i Paesi che
aderiscono al Memorandum di Parigi.

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