Cronaca

In sei rischiano il processo per la morte di Paola

Il caso Clemente


Morte della bracciante sangiorgese Paola Clemente: chiesto il processo per sei persone con l’accusa di aver gestito la rete dello sfruttamento del lavoro agricolo nella Bat, dove arrivavano soprattutto braccianti del Tarantino reclutati attraverso un’agenzia interinale di Noicattaro. La Procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio nell’inchiesta che partì dal decesso avvenuta mentre la donna vendemmiava nelle campagne di Andria il 13 luglio del 2015. Le indagini hanno escluso l’iniziale ipotesi di omicidio colposo (la donna morì d’infarto), ma accertato lo sfruttamento del lavoro. Le sei persone per le quali ora il pm chiede il processo devono rispondere, a vario titolo, di concorso aggravato e continuato in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e concorso in truffa aggravata e continuata. Si tratta di Pietro Bello, direttore dell’agenzia Infor Group che reclutava i braccianti; Gianpietro Marinaro e Oronzo Catacchio, che gestivano l’agenzia che stipulava i contratti con i braccianti; Ciro Grassi e Giovanna Marinaro, che reclutavano la manodopera nel Tarantino per mandarla nella Bat (usando c i bus dell’azienda di cui era titolare Grassi); Maria Lucia Marinaro, moglie di Grassi. Quest’ultima risponde soltanto del reato di truffa aggravata e continuata in relazione al fatto di risultare contrattualizzata con la Infor Group, ma di non aver mai lavorato per la stessa e di aver intascato indennità di disoccupazione e maternità non dovute.

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