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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 00:12:00

Cronaca

​San Vito, un mare di immondizia​

In una lettera inviata al sindaco la denuncia di Taranto Diritto di Volare


«Fare turismo a Taranto è possibile,
se si osservano delle regole basilari.
Tra queste c’è l’igiene nei luoghi di richiamo».
Esordisce così Alfredo Luigi Conti, presidente
del movimento “Taranto Diritto di Volare”, in
una lettera inviata al sindaco Rinaldo Melucci
ed al suo vice Rocco De Franchi.

Alla missiva, inviata anche alla nostra redazione,
sono allegate decine di foto che mettono
in evidenza lo stato di incuria e degrado della
zona di San Vito nei pressi di lido Chiapparo.
«Tutti gli anni siamo costretti a segnalare le discariche
a cielo aperto che si formano nei pressi
delle zone balneari. Interveniamo come volontari,
per pulire (ultimamente lido Chiapparo)
facendolo con amore e passione, per il bene del
nostro territorio, ma anche per spronare il Comune
ad avviare un’attenta attività di pulizia
delle zone costiere e delle strade interessate
dai percorsi per raggiungere il nostro meraviglioso
mare. Come spesso accade, si accumula
moltissima immondizia che non viene raccolta
con puntualità. Chiediamo – sottolinea Alfredo
Luigi Conti – un’attenzione particolare per l’oasi
della città di Taranto, alle spalle del muro
dell’ex lido Praia a mare (Mare Chiaro).

Sarebbe
opportuno proteggerla, poiché ci sarebbe la
presenza accertata di folaghe e cavalieri d’Italia.
Il nostro territorio dovrebbe costituire il
fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale,
la zona sulla quale puntare maggiormente
per attrarre i turisti e per dare un’immagine
positiva dell’intera area ionica. Consigliammo
ai dirigenti dell’Amiu d’intervenire per bonificare
l’area in questione, ora lo chiediamo al
sindaco Melucci ed alla sua Giunta, d’intervenire
con un sistema d’illuminazione e semmai
con una impianto di videosorveglianza. In questo
modo – conclude il presidente del movimento
Taranto, Diritto di Volare – gli incivili ci
penserebbero due volte prima di deturpare una
delle zone più belle di Taranto».

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