17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 18:16:49

Cronaca

Gli operai protestano davanti alla direzione


TARANTO – Protestano di nuovo. Non permetteranno ai custodi di fermare gli impianti. Per questo stamattina un centinaio di dipendenti dell’Ilva di Taranto ha manifestato sotto la sede della direzione del colosso siderurgico tarantino. Secondo la Fim-Cisl, che si è dissociata dall’iniziativa, la protesta sarebbe stata incentivata dagli stessi responsabili aziendali dopo il no dei custodi giudiziari al piano presentato dall’Ilva e l’invio della notifica con la quale si sospendono le attività dell’altoforno 1 e delle batterie 5 e 6. I lavoratori si sono radunati all’interno dello stabilimento, dove circolavano voci che l’azienda avesse iniziato a spegnere le luci e ad interrompere l’erogazione dell’acqua nei reparti sottoposti a sequestro. Iniziativa questa subito, con una nota ufficiale, smentita dall’Ilva.

“Al momento dall’azienda non ci è stata data disposizione di nessuna fermata degli impianti – spiegava infatti Sergio Palmisano, responsabile servizio prevenzione dello stabilimento. C’è talmente tanta agitazione e preoccupazione all’interno dello stabilimento che gli operai che hanno protestato stamattina si sono mossi da soli”. “In azienda c’è molta agitazione. I capi stanno istigando alla rivolta contro la magistratura – sostiene invece Donato Stefanelli, della Fiom – ma i lavoratori non hanno abboccato. Sono qualche decina quelli scesi in direzione. I dipendenti hanno le idee chiare, sul fatto che l’ilva non può più rinviare i suoi impegni. I 400 milioni annunciati sono chiaramente insufficienti per il risanamento imposto dalla magistratura e l’azienda deve investire tutti i soldi che servono. Da questo discende la tutela di tutti i posti di lavoro”. In merito, il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante replica: “Sono accuse irricevibili e infondate e sono francamente sorpreso per un utilizzo di parole così gravi, data la delicatezza della situazione che stiamo vivendo”. La Fiom questa mattina, proprio mentre sulla vicenda Ilva era in corso l’Attivo provinciale Fim Cisl, ha evideziato l’importanza di fare quanto prima la vertenza nei confronti dell’Ilva che “deve tirare fuori i soldi per un vero piano di risanamento”. Una protesta, dunque, quella di stamattina (nella foto studio R. Ingenito) che, se pur in forma decisamente ridotta rispetto quelle organizzate dopo il sequestro del gip, può essere preludio di altre iniziative dei lavoratori. Se il fermo degli impianti fosse imminente, l’occupazione sarebbe a rischio, un fenomeno già partito nell’indotto dove si profila cassintegrazione o ferie forzate.

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