Cronaca

Scandalo corruzione in tribunale. Vella e Scarcella vogliono parlare


TARANTO – “Dichiarazioni spontanee degli imputati”. Che potrebbero riservare più di un colpo di scena. Torna prepotentemente d’attualità la vicenda giudiziaria che ruota attorno al giudice del tribunale civile di Taranto, Pietro Vella, ed all’avvocato Fabrizio Scarcella. Il magistrato ed il legale vennero arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo di Taranto, lo scorso marzo, mentre maneggiavano una busta contenente 2.000 euro nell’auto di Scarcella, parcheggiata sotto casa del magistrato. Per gli inquirenti, quei soldi sarebbero stati parte di una tangente chiesta dal giudice al titolare di un distributore di carburanti per ‘aggiustare’ una causa, relativa al sequestro dell’impianto.

La prossima settimana si terrà l’udienza, a Potenza – sede competente per procedimenti che riguardano magistrati di Taranto – nella quale sono previste proprio le “dichiarazioni spontanee”. Un appuntamento che si annuncia cruciale, nella delicata vicenda. Sino ad oggi, Vella e Scarcella si sono per così dire ‘rimpallati’ la responsabilità. Il magistrato, conosciutissimo nel palazzo di giustizia di via Marche, ha detto di essere vittima di un tentativo di corruzione, dichiarandosi estraneo ad ogni tipo di accusa. Il giovane legale da parte sua ha detto di essere stato coinvolto nella vicenda proprio dall’esperto magistrato. E, secondo gli investigatori, il giudice avrebbe inviato l’avvocato Scarcella a chiedere al titolare della stazione di servizio finita al centro di una diatriba giudiziaria una vera e propria tangente di 8.000 euro, da pagare metà prima e metà dopo la sentenza. Vella e Scarcella, però, non solo soli in questa intricata storia. A processo c’è anche un terzo uomo, dipendente dell’ufficio delle Entrate. Sarebbe stato lui il primo “ambasciatore” inviato dal giudice Vella alla stazione di carburanti per informare titolare che c’era aperta una causa contro di lui, da parte della multinazionale del petrolio che ‘marchiava’ il distributore, ma che la cosa si sarebbe potuta sistemare in maniera a lui favorevole. Pagando.

G.D.M.

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