16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 18:41:07

Cronaca

​Ligonzo si difende, ma è guerra tra sindacati​

Fuoco incrociato tra Usb e Snalv sull’allontanamento del dipendente


«Mi considero un uomo
libero e indipendente, non sono e non
sono mai stato candidato alle elezioni
delle rsu aziendali. C’era solo un
gruppo di colleghi desideroso di fare
l’esperienza sindacale e volevo supportarlo,
ma io non ho mai esercitato
alcuna azione coercitiva per indurre
dipendenti comunali a iscriversi a
qualsivoglia sigla sindacale. Del resto,
non ho mai avuto alcun potere per fare
ciò. Peraltro, da quel che mi risulta,
nessuna delle persone che volevo supportare
sarà candidata con lo Snalv».

Così Fabio Ligonzo risponde a quanti
hanno visto nel suo presunto impegno
nella campagna elettorale per le rsu (si
vota ad aprile) le ragioni del suo trasferimento
da capo della segreteria del
sindaco all’ufficio elettorale. Era stato
lo stesso Ligonzo a chiedere il trasferimento
per motivi familiari, anche se
non vi è dubbio che il suo rapporto di
fiducia con il sindaco si fosse già incrinato.
Il caso comunque è aperto. A
gettare benzina sul fuoco è una nota
della Usb.

«Apprendiamo dell’allontanamento
di Fabio Ligonzo e crediamo
non sia un capriccio del sindaco, ma
un atto dovuto verso una persona che
nelle ultime settimane ha utilizzato il
suo ruolo in maniera sbagliata – commenta
Francesco Rizzo, coordinatore
Usb. Decine di dipendenti comunali
ci hanno segnalato comportamenti da
prima Repubblica del dirigente, che,
con modi poco ortodossi, ha sostenuto
e imposto ad alcuni lavoratori l’iscrizione
a un nuovo sindacato da lui
sponsorizzato. Ci siamo sentiti dunque
in dovere di avvertire il sindaco
che, dopo aver fatto le sue indagini,
ha preso la decisione su Ligonzo. La
sua non è stata una presa di posizione
– sottolinea Rizzo – quanto un atto di
responsabilità, concreto e giusto, a tutela
dei dipendenti comunali in primis.

Si tenga presente che il modo di fare
di Ligonzo, che aveva di fatto anche
il ruolo di Capo di gabinetto, avrebbe
avuto una ricaduta inevitabile sulla figura del primo cittadino e sull’amministrazione
in generale, soprattutto per
i toni e i modi usati per “convincere” i
lavoratori”».

Pronta la replica dall’altro sindacato
coinvolto nella vicenda, ovvero lo
Snalv. «La campagna elettorale per il
rinnovo delle rsu all’interno del Comune
di Taranto, si tinge dei colori dell’illazione
e del fango, mentre avremmo
voluto confrontarci sui progetti e sulle
criticità di un ente civico che a breve,
con il suo personale, dovrà affrontare
sfide importanti di sviluppo e benessere
collettivo che invece sembrano
non interessare nessuno.
Apprendiamo dalla stampa di provvedimenti
nei confronti di un dipendente
comunale “reo” di aver avuto rapporti
con il sindacato, come se questa eventualità
fosse una colpa e non come se
questa ipotesi si potesse annoverare
tra i normali rapporti di interscambio
con chi per diritto costituzionale ha
il dovere di rappresentare e tutelare
i lavoratori, tutti. I lavoratori, e non i
rapporti di forza o di potere, restano il
nostro vero interesse.

E di questo intervento
vi è estremo bisogno, considerata
la pianta organica ormai allo stremo
delle forze del Comune di Taranto, lo
scarso riconoscimento delle professionalità,
le condizioni tecnico-fisiche in
cui si è costretti ad operare e l’assoluta
assenza di un piano di crescita professionale
e formativa. Così mentre sulla
stampa va in scena l’ennesima telenovela
del potere restano solo sullo sfondo
le sfide che tutti dovremmo sentire
come urgenti. Quel Comune ha bisogno
di una architettura nuova e quei
lavoratori di un nuovo riconoscimento
etico, morale, professionale e perché
no anche economico. Sono l’architrave
su cui dovremmo poggiare il futuro
della nostra città, ma invece, quei lavoratori,
vengono offesi e strumentalizzati
per assecondare la sete di inciucio
di qualcuno. Noi come Snalv non ci
stiamo e rigettiamo al mittente ogni
tipo di vergognosa polemica. Lo Snalv
non si farà asservire da queste logiche
e da domani riprenderà a lavorare per
assicurare al Comune di Taranto una
rappresentanza di lavoratori fatta di
competenze, serietà, rigore e libertà».

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