27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 18:04:17

Cronaca

Retake ripulisce Taranto 2

È il terzo “blitz” dopo quelli messi a segno in piazza Bettolo e Marcon


Uomini, donne, giovanissimi,
cittadini di ogni età e
formazione culturale: l’impiegato,
l’archeologo, l’imprenditrice turistica,
lo studente, il consigliere
comunale, l’operaio, la madre di
famiglia.

Cittadini che, domenica scorsa, si
sono dati appuntamento per una
missione da compiere: “ripulire
simbolicamente” un angolo di città.
La propria città. Sono quelli di
Retake Taranto, cittadini volontari
del decoro e della pulizia, facilmente
individuabili perché indossano
la pettorina rosa shocking
ed intervengono quasi sempre in
gruppo laddove c’è sporco, spazi
pubblici degradati.
Sono un gruppo giovane, ma che
si è già fatto notare per la determinazione.

«I retaker – spiega la portavoce,
Simona Buonsanti – sono cittadini
che ambiscono a vivere in una
città in cui prevalgano la legalità,
il rispetto delle regole e il senso
di comunità. Si attivano in modo
concreto per favorire il recupero
degli spazi e dare esempi di buone
prassi».

L’attività dei retaker tarantini si
sostanzia in piccoli interventi, realizzati
nella quotidianità: la pulizia
della piazzetta, davanti alla
scuola, nelle vie commerciali e in
azioni di maggiore visibilità che
coinvolgono un numero maggiore
di volontari. Domenica scorsa c’è
stato il terzo “blitz”, a Taranto 2
dopo i due altri interventi importanti
di piazza Bettolo e piazza
Marconi.
«Gli interventi del Borgo – spiega
Alessandra Laghezza – sono stati
più semplici: gli spazi circoscritti,
l’ambito urbano più definito. Domenica
invece abbiamo davvero
toccato con mano cosa possa significare
il degrado delle nostre
periferie urbane. Spazi immensi,
sommersi da decenni di spazzatura».

Una trentina di volontari hanno lavorato tutta la mattinata nel
quadrilatero tra via Scoglio del
Tonno e via Lago di Pergusa con
l’obiettivo di rendere più accettabili
gli spazi a immediata portata
d’occhio.
«Certo, quello che possiamo fare
noi con le nostre braccia è una
goccia in mezzo al mare – commenta
Titti Lenoci – occorrerebbe
una bonifica della zona. Vi sono
sedimentati strati e strati di rifiuti».

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