29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 06:40:22

Cronaca

​Matteo Di Giorgio, è battaglia sui risarcimenti​

L’ex pm destituito dalla magistratura


È battaglia per i
risarcimenti in sede civile relativi
al caso di Matteo Di Giorgio,
l’ex magistrato condannato in via
definitiva ad otto anni di reclusione
per le ingerenze che lo stesso Di
Giorgio avrebbe esercitato nella
vita politica ed amministrativa di
Castellaneta.

Questa battaglia vede ancora di
fronte Matteo Di Giorgio – che il
19 febbraio è stato destituito dalla
magistratura con provvedimento del
Csm – e Vito Fortunato Pontassuglia,
il suo grande accusatore, l’uomo che
con le sue denunce ha aperto uno
squarcio sulle anomalie nella gestione
della cosa pubblica a Castellaneta e
sul ruolo avuto dall’ex magistrato.

Secondo quanto emerso dall’intricata
vicenda processuale, Matteo Di
Giorgio avrebbe minacciato il titolare
del villaggio turistico “Città del
Catalano” affinché questi chiudesse
il rapporto di lavoro con Pontassuglia
(impegnato politicamente nello
schieramento opposto a quello dell’ex
magistrato) che era responsabile del
servizio di portierato nello stesso
villaggio.

Per questo capo d’accusa Matteo Di
Giorgio è stato condannato anche al risarcimento, in favore di Vito
Pontassuglia, dei danni patrimoniali
e non patrimoniali da quantificarsi in
separato giudizio oltre alla refusione
delle spese legali e di trasferta. Tutto
confermato in Cassazione.Adesso,
come detto, è battaglia proprio nel
giudizio civile. Già dopo la sentenza
di primo grado, risalente al 2014,
infatti, Matteo Di Giorgio ha donato
gli unici due immobili di cui era
proprietario ai due suoi figli. Secondo
la difesa di Pontassuglia, affidata
all’avvocato Giuseppe Clemente,
quelle donazioni sarebbero state fatte
per evitare l’esecuzione civile per il
risarcimento del danno.

Tesi negata dai figli dell’ex magistrato.
In questo contenzioso Matteo Di
Giorgio è rimasto contumace. Contro
questi atti di donazione pende ora
un giudizio di revocatoria davanti al
giudice Attanasio.
Un’azione, quella portata avanti
dall’avvocato Clemente, necessaria
per consentire a Pontassuglia di
vedere soddisfatte quelle ragioni
di credito che lo stesso avvocato
difensore ha quantificato, per difetto,
in circa 950.000,00 euro.
La decisione è attesa per il prossimo
anno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche