21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 19:54:00

Cronaca

​Parnasso, il ritorno di “mister Global”​

L’ultimo scandalo sanità ed un nome che viene dagli anni ‘90


Imprenditore corteggiatissimo e celebrato da tutti, prima
di finire nell’occhio del ciclone giudiziario.
Poi il silenzio e, ora, il ritorno
nelle pagine di cronaca. Uomo dalle
molte vite, Armando Parnasso.

Una –
tanto tempo fa, ormai – addirittura in
divisa, da sottufficiale della Marina
Militare. Poi, la carriera in borghese,
da militare ad imprenditore, ed il
mesagnese diventa ‘mister Global
by Flight’, azienda che negli anni
‘90 diventa la ditta di servizi più
importante nell’ambito della sanità
tarantina.
Poi gli scandali, le indagini, i processi;
ora, il ritorno, con il nome di
Parnasso che spicca nell’operazione
Ghost Archive. Una indagine tanto
importante che è stato lo stesso procuratore
capo, Carlo Maria Capristo,
ad illustrarne i dettagli con una nota
stampa.
Sono indagati per concorso in truffa
ed hanno subito un sequestro patrimoniale
tre dipendenti dell’Azienda
sanitaria locale coinvolti nell’inchiesta
su una presunta truffa per favorire
una società con sede a Roma – ma
risultata inattiva – con danno per
l’azienda di oltre 338.000 euro.

Respinta dal gip la richiesta di interdizione
che era stata avanzata nei
confronti di Domenico Semeraro,
direttore della struttura burocratica
legale e Liana De Pasquale, assistente
amministrativa addetta all’Ufficio
Risorse economiche e finanziarie.
L’altra indagata, Rossella Fischetti,
all’epoca dei fatti direttore dell’Area
Gestione Risorse finanziarie è stata
trasferita ad altro ufficio pubblico.
Disposto invece il divieto di esercitare
imprese o uffici direttivi delle
persone giuridiche della durata di
12 mesi proprio per l’ex ‘mister Global’,
vale a dire Armando Parnasso,
a Nicola Spinello ed a Francesco
Mingolla.
Secondo l’accusa sarebbe stata favorita,
in maniera indebita, una società
con sede a Roma per la riscossione
di oltre 338.000 euro, somma corrispondente
all’importo complessivo
comprensivo di Iva, relativo alla
transazione a stralcio di un giudizio
promosso contro la Asl ionica da
un’altra omonima società – con sede a
Taranto – a cui sarebbe stato sottratto
l’importo dovuto.

Armando Parnasso
risulta titolare del 55% delle quote
della società romana; Francesco
Mingolla, invece, amministratore
unico delle due società omonime
di cui una, quella ‘romana’, rimasta
sempre inattiva e senza dipendenti;
Nicola Spinello, torinese residente
in Svizzera, risulta consulente della
società ‘tarantina’ e titolare del
45% delle quote di quella con sede
a Roma; “L’azione criminosa – sono
parole del procuratore Capristo – ha
cagionato un ingente danno economico
all’ Asl di Taranto e ad altri
Enti Pubblici creditori quali Inps e
Agenzia delle Entrate.

Lo sviluppo
dell’attività investigativa, svolta
anche tramite accertamenti bancari
e patrimoniali, ha consentito, di
individuare i conti correnti bancari
dove sono stati versati gli emolumenti
percepiti impropriamente
dagli imprenditori. Per l’esecuzione
dell’operazione, che ha interessato le
Provincie di Taranto, Roma, Torino
e Bari, sono stati impiegati circa 30
Carabinieri dei Nas dell’Italia Meridionale
e Centrale e dei Comandi
Provinciali dell’Arma di Taranto e
Roma. In questo ambito, è stata individuata
un’organizzazione criminale
dedita alla truffa aggravata in danno
della Asl di Taranto e della Regione
Puglia. La rilevanza del fenomeno
può definirsi allarmante se si considera
l’enormità della spesa sanitaria
della Regione Puglia che è in deficit
da diversi anni”.

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