12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Beccati mentre ​sversavano liquami sulla provinciale​

​Denunciata una ditta di autospurgo di Lizzano​


Operazione della
Guardia costiera in difesa dell’ambiente.

In azione il Nucleo operativo di
protezione ambientale della direzione
marittima di Bari composto
anche da personale della Capitaneria
di Porto di Taranto.
L’attività investigativa dei militari
coordinata dalla Procura di Taranto
ha comportato prolungati servizi di
pedinamento e di appostamento,
anche notturni, che hanno consentito
di accertare e contrastare un
sistema sofisticato di smaltimento
di reflui di origine fognaria da parte
di una ditta autorizzata di Lizzano,
che operava nel versante orientale.
La società di autospurgo era già
stata oggetto di indagine da parte
degli stessi militari della Guardia
Costiera per lo smaltimento illegale
di rifiuti nell’anno 2014.

L’attività aveva portato a cogliere in
flagrante una autobotte in proprietà
della stessa ditta mentre sversava
i reflui, appena prelevati da una
abitazione, direttamente sulla
strada provinciale 118 che collega
Sava a Lizzano, anziché conferirli
presso un centro di smaltimento
autorizzato.
L’autore dell’illecito era stato segnalato
alla autorità giudiziaria per
il reato di abbandono incontrollato
di rifiuti sul suolo ed il mezzo era
stato sequestrato.
Tuttavia le sanzioni comminate non
avevano evidentemente fatto desistere
l’autore dall’attività illecita.
Infatti anche nelle scorse ore i
militari hanno nuovamente colto in
flagranza un autospurgo della ditta
mentre sversava deliberatamente
i reflui prelevati da un’abitazione
direttamente nelle campagne che
costeggiano la strada denominata
“Canale dell’Arneo” che divide
Fragagnano da Lizzano, inquinando
e compromettendo gravemente
da un punto di vista igienico sanitario
una vasta area di terreno.

Gli autori del reato sono stati
segnalati alla autorità giudiziaria
per inquinamento ambientale,
distruzione e deturpamento di bellezze
naturali, avendo reso il suolo
contaminato una vera e propria
cloaca a cielo aperto, oltre che per
lo smaltimento illegale di rifiuti,
mentre l’autospurgo utilizzato è
stato posto sotto sequestro.
La ditta è stata inoltre diffidata
all’immediata bonifica dell’area ed
al ripristino dello stato dei luoghi.
I militari hanno poi appurato,
grazie ad un’attenta analisi del
mezzo che gli autori avevano, negli
anni, affinato gli accorgimenti per
l’attività illecita condotta in modo
continuativo nel tempo oltre che
organizzato e programmato, circostanza
che ha reso particolarmente
difficili le indagini dei militari
della Guardia Costiera.

Con percorsi sempre diversi dell’autospurgo
la ditta voleva rendere
meno visibile l’intera attività.
Gli investigatori della Capitaneria
hanno scoperto che gli autori dei
reati erano giunti persino a realizzare
un sofisticato sistema di occultamento
delle targhe, anteriore e
posteriore, comandato direttamente
dall’interno dell’abitacolo che
veniva attivato per sfuggire alla
identificazione del mezzo da parte
delle forze dell’ordine.
La società è stata, quindi, segnalata
alla autorità giudiziaria per il reato
di occultamento di atto pubblico.
Con l’operazione di polizia giudiziaria
che si innesta in un filone
di indagine della Guardia Costiera
di Taranto ancora in corso di
svolgimento, si vuole contrastare
il fenomeno degli scarichi abusivi
e dello smaltimento illegale di
rifiuti con grave compromissione
dell’ambiente.

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