Cronaca

​Convegno di studi, i numeri della beffa​

Così la Regione vuole dare un taglio alla... Magna Grecia


La Regione Puglia ha escluso il Convegno internazionale di
studi sulla Magna Grecia, che si tiene
ininterrottamente a Taranto ogni
anno dal 1961, dal novero delle attività
culturali da finanziare.

Un contributo,
peraltro esiguo (erano stati richiesti
21mila euro), che però è vitale
per consentire all’istituto per la storia
e l’archeologia della Magna Grecia di
celebrare l’edizione numero 58.
A dare le cifre relative al bando che
ha visto l’esclusione del Convegno di
Studi è stato il consigliere regionale
Gianni Liviano.
«Volendo provare ad andare un po’
più in profondità ci accorgiamo,
nell’analisi della graduatoria, che i
progetti presentati sono complessivamente
131 (44 dalla provincia di
Lecce e 40 dalla Provincia di Bari per
un totale di 84 sul totale complessivo
pari al 64%). Taranto e provincia
hanno presentato complessivamente
9 progetti (ovvero il 6,87% del totale
di 131).

Quindi il primo dato che rimbalza
evidente – ha aggiunto Liviano
– è che Taranto e provincia hanno presentato
un numero di progetti molto
basso. Questo conferma la tendenza
del nostro territorio a non riuscire ad
intercettare i fondi pubblici per una
atavica scarsa capacità di autoimpresa.
Per questa ragione, nella legge
speciale per Taranto avevamo chiesto
tra le azioni di primo intervento di
trasferire sedi delle agenzie regionali
a Taranto (la Camera di commercio è
pronta ad offrire i locali a costo zero):
lo scopo evidente è quello di favorire
rapporti di prossimità tra la nostra comunità
e l’ente regione e di facilitare
l’accesso ai bandi pubblici e ai fondi
europei.

Legge Taranto – ha ribadito
Liviano – sulla quale occorre accelerare
trovando i finanziamenti e avviando
i lavori per il piano strategico
che prevede il coinvolgimento degli
attori locali, delle associazioni, della
città più in generale. Volontà che, al
momento, non mi pare di vedere».
Anche per questo, Liviano potrebbe
decidere di lasciare la maggioranza.
«Se la giunta regionale non procede,
in tempi brevi, a finanziare e avviare
i lavori per il piano strategico della
legge regionale speciale per Taranto,
a trovare, attraverso altri canali di finanziamento,
i 21mila euro necessari
per il Convegno di studi sulla Magna
Grecia, a reinserire Taranto, così
come previsto nella mozione approvata
all’unanimità dal Consiglio regionale,
nel percorso delle vie Francigene,
non sarò in grado di assicurare
la mia fedeltà, in Regione, alla maggioranza
del presidente Emiliano».

Anche il consigliere regionale Mino
Borraccino non ha lesinato critiche.
«Ridurre tutto a criteri esclusivamente
ragionieristici, giustificando
il mancato sostegno regionale con
l’attribuzione da parte della Commissione
di Valutazione di un punteggio
insufficiente, evidenzia quanto non si
sia effettivamente compresa l’importanza
di questo appuntamento, non
tenendo in alcuna considerazione la
sua indiscutibile rilevanza, a fronte di
altre iniziative dal respiro certamente
più localistico che, invece, sono state
lautamente finanziate in altre province.
Credo sia a tutti evidente la miopia
che ha determinato una scelta così incomprensibile
agli occhi non solo di
un intero territorio, quello della provincia
di Taranto, che viene sistematicamente
escluso e dimenticato a tutto
vantaggio di altre realtà locali, ma anche
e soprattutto dinnanzi a una vasta
comunità, scientifica ma non solo, che
si sta mobilitando per salvare questo
importante appuntamento».

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