30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 22:43:00

Cronaca

“Bisogna abbattere piazza Fontana, è simbolo dell’acciaio”


TARANTO – “Abbattiamo i cubi d’acciaio di piazza Fontana”. E’ la proposta lanciata dall’associazione “Sviluppo Urbano per Taranto” in riferimento all’opera che si erge alle porte del centro storico. “Già 15 anni fa, ci opponemmo drasticamente a quei cubi di acciaio, messi li da contorno, a testimoniare, secondo l’ autore, la Taranto capitale dell’acciaio, la Taranto del futuro. Quei cubi che non avevano niente di artistico – rimarca il presidente dell’associazione – Angelo D’Alessandro andavano a deturpare i resti di un’antica fontana, che doveva parlare solo di storia pluricentenaria. Chiedemmo all’allora sindaco, di togliere immediatamente quei cubi.

Furono raccolte 1.200 firme nella sola città vecchia, ma fu tutto inutile per la netta opposizione dell’autore, allora risiedente a Roma, che allora diceva mediante stampa, che i tarantini non capivano niente di arte moderna”. Dopo 15 anni la proposta, anche alla luce delle vicende che stanno contrassegnando il destino dell’Ilva, “Incominciamo ad abbattere questo monumento, perché messo lì, è un pugno allo stomaco dei tarantini, inoltre lede la dignità alla salute ed alla vita. E se proprio l’ artista dovesse avere qualcosa in contrario – rimarcano dall’associazione – lo preghiamo di munirsi di scalpellino e terminare l’ opera. Oggi dovrebbe scrivere sui suoi cubi, i nomi di quanti hanno perso la vita per tumori, amianto e malattie polmonari e siamo convinti che quei maledetti cubi non basterebbero”. Il presidente Angelo D’Alessandro sembra scettico riguardo alle possibili soluzioni che possano trovare il giusto punto di equilibrio tra lavoro e ambiente. “Non esiste l’ecocompatibilità è solo un sistema per andare avanti nella produzione ancora una volta a scapito dell’ambiente e della salute. Per bonificare e radere al suolo quel complesso non basterebbero 40 anni, altro che lavoro. Forse bisognerebbe assumere altre persone. Cominciamo col liberarci di piazza Fontana, riappropriamoci della salute, perché una vita vale più di qualsiasi posto di lavoro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche