02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

​Assegno di cura, c’è la prima tranche​

La misura a sostegno delle disabilità gravissime


In fase di liquidazione la prima
tranche dell’Assegno di Cura.

Da luglio 2017 hanno preso avvio in Puglia
le procedure per l’attivazione della misura
Assegno di Cura per le disabilità gravissime,
finanziato con risorse del Fondo Nazionale non
Autosufficienza e del Fondo Regionale non
Autosufficienza. La Asl Taranto, per prima in
Puglia, ha annunciato l’avvenuta conclusione
delle procedure aziendali che hanno portato
all’individuazione dei beneficiari e che è stata
avviata la liquidazione della prima tranche per
una parte degli aventi diritto.

«La rapidità con cui si è giunti alla fase di
liquidazione – spiegano dall’Asl – è il risultato
degli sforzi del personale dell’Area Socio
Sanitaria, che ha ricevuto 1280 domande,
effettuando i controlli sui requisiti obbligatori,
e della stretta e costante collaborazione di detta
Struttura con i Direttori dei sei Distretti Socio
Sanitari, che hanno consentito di accelerare
la fase di programmazione e di effettuazione
delle sedute di Valutazione Multidimensionale.
Tali operazioni hanno consentito di pubblicare, in tempi stretti, parte degli aventi diritto.

La
liquidazione della prima tranche consentirà
ad una parte degli stessi di usufruire del
beneficio entro pochi giorni. Ulteriori quote
di finanziamento permetteranno, nei prossimi
mesi, di ammettere al beneficio un numero
più alto di utenti. Si precisa, comunque,
che l’alto numero di domande pervenuto, in
considerazione dell’entità del finanziamento
erogato, esclude la possibilità che tutti i
richiedenti aventi diritto possano ricevere
l’assegno di cura».
Il direttore generale dell’Asl Taranto ha
elogiato il ruolo assunto dal governo regionale,
che, liberando risorse del Fondo Regionale non
Autosufficienza, ha aggiunto ulteriori risorse
a quelle nazionali: «l’attenzione posta nei
confronti dell’Assegno di Cura è segno della
grande vicinanza della Regione alle persone
meno fortunate. Al contempo, questa misura
è l’ennesimo esempio della centralità assunta
dal settore sociosanitario, che oggi riteniamo
di pari importanza rispetto a quello sanitario
in senso stretto».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche