Cronaca

Maurizio Carbone: “Il sequestro dell’Ilva unica alternativa”


MASSAFRA – Nessuna alternativa al sequestro dell’Ilva. Rispetto ai reati commessi dall’azienda siderurgica, l’intervento della Procura é stato obbligatorio. Questo é in sintesi il pensiero del sostituto Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Taranto Maurizio Carbone (nella foto), intervistato dal direttore di TarantoBuonaSera Michele Mascellaro, in un incontro a Massafra, che si é svolto nell’ambito della quarta Festa democratica. “All’Ilva ilgip ha riscontrato alcune anomalie riguardanti l’impiantistica, ritenuta inadeguata rispetto alla normativa – ha affermato il magistrato – per cui é facilmente deducibile che, se le problematiche rilevati non saranno superate, ipotizzare un ritorno alla normalità appare difficile”.

Queste le prospettive secondo il segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati che riferendosi al conflitto tra diritto al lavoro e alla salute ha aggiunto: “Questo conflitto non é stato generato dal provvedimento della magistratura, che aveva l’obbligo di intervenire di fronte alla contestazione di gravissimi reati, come il disastro ambientale, evitando quindi che questi reati portassero ulteriori conseguenze: lo strumento non poteva essere che quello del sequestro preventivo, sul quale si é già pronunciato il Tribunale del Riesame, confermando questo provvedimento”. Una decisione difficile secondo il magistrato Carbone che ha precisato: “Un provvedimento sofferto da parte della magistratura, perché si é consapevoli che la chiusura di uno stabilimento così grande può produrre effetti preoccupanti sull’occupazione. Questo é solo l’effetto indiretto, per quanto significativo, importante e doloroso di questo provvedimento che mira, prima di tutto però, a tutelare il diritto alla salute di un’intera collettività di fronte alla contestazione di reati così gravi. Coniugare il diritto al Lavoro e all’Ambiente, evidentemente, non é compito della Magistratura, ma é di chi deve rendere, in qualche modo, l’industria ecocompatibile. Il sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria, oggi per me così discusso – ha concluso Carbone – può rappresentare il punto d’inizio per ottenere questo obiettivo. Alla luce di ciò il provvedimento, che appare doveroso per il rispetto della legge e per salvaguardare il diritto alla salute dell’intera collettività, non va quindi criminalizzato. Quando la magistratura interviene in decisioni come questa é perché, in precedenza, non hanno funzionato i controlli da parte degli organi amministrativi e politici. Questo é infatti il mio vero dispiacere, anche da cittadino di Taranto”.

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