31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 13:54:00

Cronaca

Donati gli organi di una dottoressa​

Il prelievo è avvenuto all’ospedale Ss. Annunziata


Prelievo di organi all’ospedale Ss. Annunziata.

Nella
notte tra il 27 e il 28 febbraio, presso il Reparto di Anestesia e
Rianimazione dell’ospedale Ss. Annunziata di Taranto diretto dal dr.
Michele Cacciapaglia, si è svolto un intervento di prelievo di organi
che ha interessato Rossella Bonfrate, una dottoressa di Grottaglie di
46 anni, deceduta per problemi cerebrali. Nonostante Rossella fosse
da molti anni a conoscenza della sua condizione patologica – è stata
sottoposta al primo di numerosi interventi intracranici già all’età di
tredici anni – ha realizzato il desiderio di laurearsi in Medicina e
Chirurgia per fornire un valido aiuto a persone che, al suo pari, si
trovavano nella situazione di dover affrontare problematiche relative
alla salute, un desiderio che Rossella ha perseguito con costanza.

I familiari, con un atto di generosità encomiabile, seguendo le volontà
e in linea con la vocazione di Rossella ad aiutare fattivamente gli
ammalati, hanno acconsentito al prelievo degli organi. Le équipe
chirurgiche, con il coordinamento del dr. Pasquale Massimilla, hanno
quindi prelevato il fegato, che è stato inviato a Bari, i reni, uno dei
quali inviato a Bari e l’altro a Napoli, e i polmoni, inviati in Sicilia.
Numerosi sono stati gli interventi di questo tipo svoltisi nel 2017
presso il Reparto di Anestesia e Rianimazione del Ss.Annunziata,
e nel 2018 siamo già al secondo prelievo, rendendo il nosocomio
tarantino uno dei primi ospedali in Puglia in cui si svolgono prelievi
di organi, nonostante le difficoltà che, frequentemente, si registrano
nell’ottenere il consenso al prelievo da parte dei familiari delle
persone idonee.

«Il Centro Nazionale Trapianti (Cnt), afferente
al Ministero della Sanità, ha rilevato che nel 2017 in Puglia le
opposizioni al prelievo hanno superato il 43%, un dato in crescita
rispetto all’anno precedente (38%), in controtendenza rispetto a
quanto accade a livello nazionale – spiegano dall’Asl di Taranto.
Con circa 15 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale,
in Puglia il tasso di opposizione appare più elevato rispetto a quello
di qualsiasi altra regione italiana. Ciò appare ancora più drammatico
se si considera che, alla data del 27 febbraio 2018, secondo dati del
Sistema Informativo Trapianti del Cnt, in Italia risultano esserci oltre
9 mila pazienti iscritti nelle liste di attesa: un numero consistente,
seppure in calo rispetto al passato.

Sarebbe necessario, pertanto, da
un lato, che un numero sempre maggiore di cittadini segua l’esempio
dei parenti di Rossella e, dall’altro, incentivare l’attenzione, anche
da parte degli attori dei processi decisionali, nei confronti delle
procedure relative alla donazione di organi. Tali complesse procedure,
infatti, dovrebbero ricevere maggiori investimenti, anche in ragione
del fatto che i prelievi di organi e tessuti richiedono un’organizzazione
trasversale molto complessa, di cui beneficia tutto l’ospedale. In altri
termini, possiamo dire che dei prelievi di organi e tessuti risentono
positivamente tutti i reparti del presidio in cui hanno luogo le
procedure».
Proprio per definire misure più adeguate ad incentivare le donazioni,
il prossimo 6 marzo si riuniranno a Bari gli stati generali della
trapiantologia pugliese.

Commentando il dato poco lusinghiero della nostra regione, il
direttore generale dell’Asl Taranto, Stefano Rossi, ha sottolineato
l’importanza di fornire il consenso per il prelievo di organi in una
sua dichiarazione in cui, tra l’altro, ha espresso le condoglianze ai
familiari della dottoressa e si è complimentato con l’équipe che
ha coordinato il prelievo: «Ancora una volta dobbiamo elogiare la
grande professionalità dell’équipe coordinata dal dr. Massimilla che,
nonostante le difficoltà, svolge un’attività di assoluto rilevo etico.
Voglio sottolineare il lodevole gesto di generosità dei famigliari di
Rossella che, pur in un momento drammatico, fornendo il consenso al
prelievo, stanno consentendo ad altre persone di continuare a vivere.
Colgo l’occasione per esprimere il desiderio che siano sempre di più
persone sensibili a questa tematica, che sappiano compiere questo
straordinario gesto d’amore”.

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