12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

Cronaca

Futuro dell’Ilva: la parola al gip. Ore contate per la decisione


TARANTO – Questione di ore per il destino dell’Ilva. Si capirà presto infatti quale scenario attende lo stabilimento siderurgico di Taranto e cioè se si va verso una progressiva fermata degli impianti, a cominciare dall’altoforno 1, o se ci sarà un intervento, probabilmente del Governo, per consentire che il risanamento ambientale del siderurgico avvenga senza il blocco degli altiforni. Stamattina a Palazzo di Giustizia è rientrato dalle ferie il gip Patrizia Todisco, il magistrato che ha firmato il 25 luglio l’ordinanza di sequestro per l’area a caldo dello stabilimento e che adesso deve pronunciarsi sul piano di interventi agli impianti presentato dall’azienda e sull’istanza della stessa di mantenere la “minima capacità produttiva”.

Il gip Todisco dovrà pronunciarsi anche sulla richiesta dei legali dell’Ilva, che chiede la rimessa in libertà per Emilio e Nicola Riva e di Luigi Capogrosso (ex direttore del siderurgico di Taranto). Sul piano dell’azienda nei giorni scorsi si sono già pronunciati, bocciandolo, custodi e procura. Nulla vieta che il gip possa decidere diversamente. Al momento però, almeno per la richiesta aziendale di ottenere una “minima capacità produttiva”, è molto difficile ipotizzare che il gip possa tornare indietro sui suoi passi. Quella appena iniziata, dunque, è una dette settimane più difficili per il futuro dell’azienda che, in caso di decisione negativa del gip, potrebbe anche presentare ulteriori ricorsi. In ogni caso se non sarà deciso un intervento per il risanamento ambientale che non preveda di fermare gli altoforni, si andrà verso la progressiva fermata degli impianti. Quest’ultima ipotesi farebbe salire ancora la tensione in fabbrica.

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