Cronaca

Violò la sorveglianza. Condannato a un anno il boss Franco Scarci


TARANTO – Un’altra condanna per il boss Franco Scarci: un anno di reclusione per violazione della sorveglianza speciale. Scarci, difeso dall’avvocato Antonio Mancaniello, è stato giudicato con il rito abbreviato dal gup presso il Tribunale di Taranto. Nell’aprile del 2011 il boss Franco Scarci fu arrestato dai carabinieri perchè tradito dalla patente. Non poteva guidare perchè sorvegliato speciale ma se ne andava in giro al volante di una Fiat 500. Una pattuglia di carabinieri della Compagnia di Taranto lo notò mentre alla guida della utilitaria transitava in via Lago Alimini. Alla vista della “gazzella” il boss si coprì il viso e pigiò il piede sull’acceleratore per dileguarsi velocemente nelle vie rione Salinella.

I carabinieri dell’Aliquota radiomobile della Compagnia insospettiti da quella manovra repentina fecero subito inversione di marcia e bloccarono la Fiat 500 dopo qualche centinaio di metri. Appena fermarono l’auto i militari dell’Arma riconobbero alla guida il boss e sapendo che era sottoposto alla sorveglianza speciale lo condussero nella caserma di viale Virgilio per gli accertamenti di rito. Non essendo in possesso della patente di guida poichè revocata da tempo, Scarci fu dichiarato in arresto e su disposizione del magistrato di turno condotto nella casa circondariale di largo Magli. Il boss era finito di nuovo nella rete nel giro di nove mesi. Era già stato arrestato nell’estate del 2010, a luglio, mentre era in vacanza al mare. Era seduto al tavolino del bar annesso al lido di Scanzano Jonico e parlava con pregiudicati del posto. Fu fermato dalla Squadra Mobile di Taranto e dai loro colleghi del Commissariato locale. Ora per la violazione della sorveglianza dell’aprile dello scorso anno è stato condannato a un anno di reclusione. Il boss è già in carcere dopo la condanna nel processo Octopus. Dodici anni di reclusione che gli sono stati inflitti dal gup presso il Tribunale di Lecce. Il processo a carico di 13 presunti affiliati al clan Scarci accusati di usura, estorsioni e spaccio di droga. Il blitz era scattato lo scorso anno dopo il ritorno sulla scena del clan guidato da Franco Scarci. Il boss condannato in due maxi processi era tornato in libertà nel 2009. I provvedimenti restrittivi a conclusione di una indagine avviata dalla Squadra Mobile tarantina. L’attività investigativa aveva fatto emergere come negli ultimi due anni il gruppo capeggiato da Scarci avesse conquistato una posizione di egemonia all’interno della criminalità jonica.

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