Cronaca

Alta tensione, tutti aspettano la Todisco


TARANTO – Un’altra mattinata di tensione all’Ilva di Taranto per la decisione del gip Patrizia Todisco attesa entro domani. Circa 200 lavoratori si sono radunati all’interno dello stabilimento, sotto la sede della direzione. Le modalità sono le stesse di ieri. Nel momento in cui andiamo in stampa i dipendenti aspettano che Ferrante scenda a parlare con loro. Quello che più spaventa è l’incertezza del futuro. Già da ieri dipendenti e datori di lavoro attendono con ansia la decisione del gip Todisco sul piano di interventi immediati presentato dall’azienda per risanare dal punto di vista ambientale gli impianti dell’area a caldo sequestrati e sull’istanza di mantenere la “minima capacità produttiva”.

ll gip Todisco dovrà pronunciarsi anche sulla richiesta dei legali dell’Ilva, che chiede la rimessa in libertà per Emilio e Nicola Riva e di Luigi Capogrosso (ex direttore del siderurgico di Taranto). L’Ilva ha annunciato investimenti per 400 milioni di euro per ridurre l’impatto ambientale dello stabilimento, una prima risposta in attesa dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Proposta già giudicata inadeguata da custodi e procura perché riprenderebbe in parte interventi proposti nel 2007 e 2008 e mai realizzati e perchè i fondi destinati sarebbero insufficienti per eliminare le emissioni inquinanti e pericolose. Nulla vieta che il gip possa decidere diversamente. Al momento però, almeno per la richiesta aziendale di ottenere una “minima capacità produttiva”, è molto difficile ipotizzare che il gip possa tornare indietro sui suoi passi. In ogni caso se non sarà deciso un intervento per il risanamento ambientale che non preveda di fermare gli altoforni, si andrà verso la progressiva fermata degli impianti. Quest’ultima ipotesi farebbe salire ancora di più la tensione in fabbrica. I sindacati di Fim e Uil infatti hanno già detto di essere pronti a tornare a manifestare in strada. “Se la decisione del gip dovesse ribadire che la produzione deve fermarsi – ha spiegato Antonio Talò della Uilm – ritornerebbero in auge le motivazioni che ci hanno spinto a manifestare alla fine di luglio, dopo la notifica del sequestro. Allora metteremo in atto tutte le forme di protesta per la difesa del lavoro”. E intanto, sempre per domani, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti terrà un’assemblea, alle 13, davanti alle portinerie A e D dello stabilimento. Nel caso dei blocchi “quelli dell’apecar” andranno dai lavoratori per spiegare le loro ragioni.

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