Cronaca

​A “Storie maledette” su Rai 3 luci e ombre del caso Scazzi​

Il delitto di Avetrana domenica sera in prima serata


“L’omicidio di Avetrana fa parte
della cultura e della storia giudiziaria e
umana di un Paese”.

Franca Leosini incontra Sabrina Misseri e
Cosima Serrano, condannate all’ergastolo
per l’omicidio di Sarah Scazzi avvenuto il
26 maggio del 2010. Torna con la sedicesima
edizione di “Storie maledette”, oggi, domenica 11 marzo, in prima
serata su Rai3.
Prima di incontrare Sabrina Misseri e
Cosima Serrano, detenute nel carcere di
Taranto, la giornalista di origine napoletana
ha studiato 10mila pagine di processo.

“E’ stato molto difficile non soltanto studiare
gli atti, ma anche ricostruire la storia,
vederne i risvolti, con luci e ombre, perché
è una vicenda particolarmente complessa
per la molteplicità e la poliedricità dei
personaggi- ha detto all’Ansa Franca Leosini-
c’è Sarah, questa creatura sottile come
un gambo di sedano, con i capelli biondi
come spighe di grano, che a un certo punto
scompare. Ci sono Sabrina e Cosima, ma
c’è anche Michele Misseri, una figura terza
ma anche il motore mobile della vicenda,
che parla un linguaggio tutto suo, il misserese.
E poi c’è Ivano trascinato in una storia
in cui non ha responsabilità ma ha un ruolo
da protagonista. E poi la madre di Sarah”.

Due puntate per raccontare “un delitto di
cui si sa tanto e poco nello stesso tempo,
perché ne esistono tante versioni”, sottolinea
Leosini, convinta che “il senso di
una storia possa nascondersi nei dettagli.
La verità storica e quella processuale non
sempre coincidono: i miei interlocutori parlano
liberamente, ma io devo sempre tener
presente gli atti. Le sentenze in democrazia
si discutono, ma bisogna rispettarle”.
Pur avendo incontrato Sabrina e Cosima
separatamente, “perché altrimenti si sarebbero
influenzate a vicenda”, Franca Leosini
ha creato “una sceneggiatura nella quale
interagiscono”, intrecciandone le testimonianze.
Il nuovo ciclo di Storie maledette
avrà anche una terza puntata.

“La quarta
è caduta – spiega la giornalista – perché il
protagonista, un uomo, mi ha chiesto le
domande in anticipo. Ma io non patteggio mai nulla: tutto deve
essere vero, spontaneo, anche se poi si
interviene con il montaggio. E così ho
preferito annullare l’incontro, pur avendo
lavorato tantissimo”. Un lavoro preparatorio
che passa anche per il solfeggio dei testi,
abitudine “svelata” dagli stessi redattori
del programma: “Per me la parola conta
moltissimo, vivo la prosa come musica,
ecco perché – spiega Leosini – solfeggio i
testi”, raccolti in un librone che è diventato
una leggenda. Nel corso di una lunga intervista
su Tv Sorrisi e canzoni, la giornalista
ha raccontato alcuni retroscena del suo
programma, dalla genesi al suo metodo di
lavoro fino ad arrivare all’estremo puntiglio
con cui si prepara ai suoi incontri con i
protagonisti delle storie maledette.

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