Cronaca

​I palombari neutralizzano una bomba in Mar Piccolo​

L’operazione del Comando Subacquei ed Incursori della Marina


I palombari del nucelo Sdi
di Taranto neutralizzano una bomba di
profondità individuata nel Mar Piccolo.

Dal 12 al 13 marzo i Palombari del
Gruppo Operativo Subacquei del Comando
Subacquei ed Incursori (Comsubin)
della Marina Militare, distaccati
presso il Nucleo Sdai di Taranto (Sminamento
Difesa Antimezzi Insidiosi),
hanno condotto un intervento nel Mar
Piccolo teso a rimuovere un pericoloso
ordigno esplosivo.
Individuato dalla ditta incaricata di
condurre la rimozione dei materiali di
natura antropica presenti sul fondo del
Mar Piccolo, il residuato bellico si trovava
a 300 metri di distanza dal molo
di via delle Fornaci ad una profondità di
10 metri; per tale ragione la Prefettura
di Taranto ha disposto e coordinato
l’intervento di bonifica d’urgenza del
Gruppo Operativo Subacquei (Gos)
della Marina Militare.

«Intervenire su di un ordigno esplosivo
di così grandi dimensioni è sempre
particolare, le emozioni e l’adrenalina si
fanno sentire e l’attenzione che diamo ad
ogni minima azione è sempre massima –
ha dichiarato il Comandante del Nucleo
Sdai, tv Mirko Leonzio – Quando la
Prefettura ha disposto il nostro intervento,
dalle immagini subacquee inviateci
dalla ditta ho riconosciuto subito che
si trattava di una bomba di profondità.
Il nostro sopralluogo confermava la
presenza di una Mark 9 modello 2, una
bomba di profondità statunitense della
seconda guerra mondiale. Non è mai facile
intervenire sottacqua per rimuovere
in sicurezza questo tipo di ordigno, ma
farlo a pochi centinaia di metri dalle
abitazioni di una città rende ancora tutto
più complesso. Le operazioni subacquee
hanno permesso di imbragare la bomba,
passare sotto il ponte girevole rimorchiandola
a distanza, e raggiungere una
zona di mare individuata dall’Autorità
Marittima dove, attuate le consolidate
tecniche tese a preservare l’ecosistema
marino, il residuato bellico è stato distrutto».

Questo intervento rappresenta una delle
tante attività che i Reparti Subacquei
della Marina conducono a salvaguardia
della pubblica incolumità anche
nelle acque interne, come ribadito dal
Decreto del Ministero della Difesa del
28 febbraio 2017, svolgendo operazioni
subacquee ad alto rischio volte a ripristinare
le condizioni di sicurezza della
balneabilità e della navigazione.
Lo scorso anno i Palombari della Marina
Militare hanno recuperato e distrutto
un totale di 22.000 ordigni esplosivi
residuati bellici, mentre dal 1 gennaio
2018 ne hanno già neutralizzati 1.287
dai mari, fiumi e laghi italiani, senza
contare i 7.453 proiettili di calibro inferiore
ai 12,7 mm anch’essi rimossi e
distrutti.

«Con una storia di 169 anni alle spalle,
i Palombari rappresentano l’eccellenza
nazionale nell’ambito delle attività subacquee
essendo in grado di condurre
immersioni lavorative fino a 1.500 metri
di profondità ed in qualsiasi scenario
operativo – spiegano dalla Marina –
nell’ambito dei propri compiti d’istituto
(soccorso agli equipaggi dei sommergibili
in difficoltà e la neutralizzazione degli
ordigni esplosivi rinvenuti in contesti
marittimi) ed a favore della collettività.
Per queste peculiarità gli operatori
subacquei delle altre Forze Armate e
Corpi Armati dello Stato possono essere
formarti esclusivamente dal Gruppo
Scuole di Comsubin che, attraverso
dedicati percorsi formativi, li abilita a
condurre immersioni in basso fondale
secondo le rispettive competenze».

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