Cronaca

​Negoziato in salita: Ilva, ballano 4.000 posti di lavoro​

​L’11 aprile nuovo incontro, ma c’è distanza con le proposte di ArcelorMittal​


Al tavolo di trattativa
sull’Ilva le posizioni tra i sindacati e l’acquirente
Am Investco sono ancora “distanti”
ma si sta cominciando a “entrare
nel merito”.

Lo afferma il segretario generale della
Fim-Cisl Taranto Brindisi, Valerio D’Alò,
al termine dell’incontro al ministero
dello sviluppo. Resta sul tavolo “ancora il
nodo dell’occupazione e, come Fim-Cisl,
abbiamo ribadito che nessun lavoratore
deve essere lasciato indietro e deve essere
garantita la tenuta dei livelli occupazionali
per tutti i siti del gruppo”.

“La proposta di Am Investco – spiega
D’Alò – relativa al contratto di vendita
stipulato con il governo prevede una base
di 10mila occupati. Il nostro obiettivo è
trovare una sintesi che possa garantire la
continuità lavorativa a tutti i 14mila dipendenti
del gruppo utilizzando tutti gli
strumenti disponibili”.
L’incontro al ministero “è stato importante
perchè dopo lo stallo del mese passato
si è cominciato a entrare nel merito
della trattativa, anche se le posizioni
sono ancora distanti”.
“Bisognerà – aggiunge il sindacalista –
continuare a lavorare insieme e in maniera
serrata per la ricerca di una possibile
intesa che porti risposte ai tanti lavoratori
degli impianti fermi ormai da troppo
tempo e alla città, che aspetta le opere di
messa in sicurezza e ambientalizzazione
del sito. Il tempo in questa vertenza resta
una variabile non trascurabile e che non
gioca a nostro favore, bisogna fare presto
e bene. Il prossimo incontro è previsto
per l’11 aprile al ministero”.

“La notizia positiva è che dopo tanti mesi
siamo riusciti ad entrare nel merito, ma
restano ancora ampie le distanze con Arcelor
Mittal”. Ad affermarlo in una nota
è il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici,
Antonio Spera, al termine del
lungo incontro al Mise con Arcelor Mittal
sulla cessione dell’Ilva, augurandosi
che “nel prossimo incontro dell’11 aprile
l’azienda possa fare dei passi in avanti
verso le nostre richieste”. “Noi – spiega
il sindacalista – chiediamo che nel nuovo
perimetro aziendale rientrino tutti i lavoratori
dell’Ilva e non solo i 10 mila indicati
nell’accordo tra Governo e Arcelor
Mittal. Possiamo accordarci sui percorsi
da utilizzare, ma nessuno deve restare
fuori. Anche sulla parte contrattuale che
normerà il passaggio dei lavoratori da
Ilva alla nuova azienda ci sono diversi
aspetti da cambiare e da approfondire”.

Il divario, conclude Spera, “tra le richieste
delle organizzazioni sindacali e
le proposte di Arcelor Mittal è ancora
ampio ma l’Ugl Metalmeccanici non ha
alcuna intenzione di arrendersi”. “Siamo
disponibili al negoziato, ma questo
non può essere vincolato ai tempi, ma
ai contenuti e alle soluzioni rispetto ai
temi finora discussi”. Questa la posizione
della Fiom Cgil, che continua a ritenere
di “assoluta importanza la continuità
dei rapporti di lavoro e il mantenimento
dei diritti acquisiti e dei livelli retributivi
di ciascun lavoratore”. Per la Fiom è da
escludere “qualsiasi soluzione che possa
prevedere una diversificazione dei trattamenti
normativi ed economici tra i lavoratori”.

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