29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

​E ora Mazzarano denuncia Striscia​ la Notizia

Dopo la raffica di servizi sulle assunzioni nelle ditte che lavorano per la Asl, arriva la querela dell’ex assessore regionale​​


– E ora Mazzarano passa
al contrattacco. L’ex assessore regionale
annuncia di aver querelato Striscia la notizia
per una notizia pubblicata per alcune
ore sul sito del tg satirico.
«Striscia la Notizia – scrive l’esponente
del Partito Democratico – ha pubblicato
questa notizia: parentopoli pugliese
spunta la cognata dell’ex assessore Mazzarano. La notizia è falsa tanto è vero che
la stessa Striscia è corsa a cancellarla dal
suo sito ed eliminarla dal servizio andato
in onda. Tuttavia il danno è stato fatto
perché è rimasta on line per alcune ore,
cosicché la rimozione è stata tardiva, essendo
stata già copiata e ripresa da innumerevoli
altri siti giornalistici e pseudo
tali».

«Ho meritato finora – incalza Mazzarano
– ben 12 servizi in due settimane da
un gigante come Striscia, nonostante non
solo non sono indagato per nessun reato
ma al contrario sono stato vittima di un
tentativo di truffa come risulta dalla mia
denuncia alla Procura della Repubblica
di Taranto e dalla documentazione che
lo dimostra. Nonostante il mio avvocato
abbia più volte illustrato la verità dei fatti
alla redazione e abbia inviato tutte le carte
che provano la truffa contro di me, non
solo Striscia non ne ha tenuto conto ma
ha addirittura aumentato la dose pubblicando
una notizia falsa. Purtroppo non
ho né i mezzi né la forza di Striscia la
Notizia per competere sul piano mediatico.

Quello che ho è una incondizionata
fiducia nella giustizia. Per questo non
ho altra strada che denunciare Striscia
la Notizia per diffamazione confidando
con serenità nell’unico verdetto che conta
davvero».
Fin qui, Mazzarano. Il caso, lo ricordiamo,
è nato dalla denuncia televisiva, raccolta
appunto dal tg di Antonio Ricci, di
un cittadino, Emilio Pastore, secondo il
quale l’ex assessore regionale non avrebbe
rispettato un patto assunto in occasione
delle elezioni regionali: il pagamento
delle spese di un comitato elettorale, in
via Dante, a Taranto, un comitato elettorale,
in cambio dell’assunzione dei due
figli di Pastore. Quest’ultimo ha anche
divulgato, attraverso Pinuccio, l’inviato
di Striscia, una serie di registrazioni audio
con alcuni colloqui intercorsi tra lui e
Mazzarano.

A seguito della messa in onda di quei
primi servizi, Mazzarano ha presentato
le dimissioni dalla giunta regionale; dimissioni
accolte dal presidente Michele
Emiliano.
Da quei servizi televisivi è poi nato un
altro filone: la presunta parentopoli che
sarebbe incardinata nel sistema di assunzioni
di personale nelle ditte che lavorano
per la Asl di Taranto. In particolare
nei servizi del tg satirico si fa riferimento
a due società, la Sincon e la Sds, che nel
corso degli anni avrebbero assunto parenti
di uomini politici – tra cui consiglieri
comunali di Taranto – e di dirigenti e
funzionari della stessa Asl. Nulla di illecito,
trattandosi di società private, come
afferma nei servizi lo stesso Pinuccio,
il quale ironicamente etichetta i legami
familiari degli assunti come «coincidenze».

Il caso è comunque pruriginoso.
Ora, però, ci sarebbe questa “scivolata”
con la pubblicazione di una notizia che
Mazzarano afferma essere falsa. Da qui
la querela.

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