Cronaca

​Impianto fanghi, bufera sulla Provincia​

Aspre critiche da Borraccino (Sinistra italiana) e Vianello (M5S)


Esplode la polemica dopo la notizia del
via libera della Provincia all’impianto della società Stf
per il trattamento dei fanghi a Massafra.

Tra i primi ad intervenire contestando la decisione
dell’ente è il consigliere regionale Cosimo Borraccino,
(Sinistra Italiana – Liberi e Uguali): «Dopo la discarica
di Grottaglie, adesso è toccato a Massafra vedersi
autorizzare l’inceneritore dei fanghi per il quale, nel
2012, la società Stf aveva presentato richiesta di realizzazione.
Tutto questo, mentre si è in attesa della
decisione finale sul Raddoppio dell’inceneritore a Cdr
(combustibile da Rifiuti) e Biomasse, sempre a Massafra.
Si tratta di un impianto di incenerimento fanghi e,
quindi, “Rifiuti Speciali” per il quale erano stati espressi,
circa 9 mesi fa in Conferenza dei Servizi, i pareri
sfavorevoli definitivi del Comune di Massafra e di Arpa
Puglia.

La Provincia di Taranto, con Determina n.47 del
1142018, ha rilasciato l’Autorizzazione, nonostante
tali rilevanti pareri negativi, finalizzati alla tutela della
salute pubblica ed al rispetto della pianificazione regionale
(Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali – PRGRS
del 2015) che prevede l’esclusione del territorio tarantino
dalla realizzazione di impianti di questo tipo. Un
Atto che, nonostante siano trascorsi molti mesi dalla
riunione definitiva della Conferenza dei Servizi, viene
concluso solo adesso. La Provincia, che era stata silente
su questi argomenti fino alle elezioni politiche, si è,
evidentemente, svegliata all’improvviso».
L’impianto dovrebbe procedere a incenerire 80mila
tonnellate di rifiuti speciali all’anno.

«Si tratta – spiega ancora Borraccino – di un terzo inceneritore,
rispetto a quello attualmente in esercizio
ed alla richiesta di Raddoppio che oggi è sottoposta a
riesame dell’autorizzazione, una cosa davvero inimmaginabile
per un Comune che già fa i conti con la
stretta vicinanza all’area industriale tarantina che è al
centro dell’attenzione di tutti per via della necessità di ridurre l’inquinamento».

Il consigliere si rivolge al presidente della Regione,
Michele Emiliano: «Occorre intervenire su quello
che oramai sembra un clamoroso cortocircuito fra il
volere popolare, supportato da conclamata evidenza
scientifica, che conduce ad escludere il territorio
provinciale di Taranto da nuove autorizzazioni, e gli
Atti amministrativi prodotti dalla Provincia, la quale
sta continuando a rilasciare autorizzazioni per realizzare
nuove discariche e nuovi inceneritori di “Rifiuti
Speciali”».

Borraccino chiede infine ad Emiliano
«di intervenire pesantemente ed urgentemente, con
un commissariamento della delega alla gestione dei
“Rifiuti Speciali”».
Borraccino ricorda infine le responsabilità di chi
ha «prodotto, grazie ad accordi trasversali fra PD e
Forza Italia, questo tipo di governo dell’Ente provinciale.
Vorrei ricordare anche che noi rompemmo con
il Partito Democratico in quel territorio, proprio in
conseguenza di queste scelte e, mentre ciò accadeva,
il PD ci accusava di essere irresponsabili. Adesso,
alla luce di questi evidenti fatti, tutti possono capire
chi è stato veramente irresponsabile nei confronti del
territorio tarantino».
Polemico nei confronti della Provincia anche il neo
parlamentare del M5S, Giovanni Vianello, a detta del
quale il nuovo impianto «graverà per almeno 10 anni
sul Tarantino continuando a rendere la nostra provincia
la discarica d’italia».

«Nonostante il parere contrario di Arpa Puglia e malgrado
non sia stata rispettata la vincolistica imposta
dal vigente Piano rifiuti speciali – incalza Vianello – il
presidente della Provincia, Martino Tamburrano di
Forza Italia, presta l’Ente che dirige senza nessuna copertura
elettorale a firmare l’ennesima autorizzazione
non sostenibile a livello ambientale».
Anche il deputato dle Movimento Cinquestelle chiede
ad Emiliano di riprendere in mano la situazione:
«Nemmeno il Presidente regionale si è espresso su
queste autorizzazioni, prima la discarica a Grottaglie,
ora l’inceneritore a Massafra. Perchè non riprendersi
la delega in materia? Come per Grottaglie, anche su
Massafra gli amministratori locali dei Comuni interessati
dovrebbero ricorrere al Tar per cercare di arginare
questo scempio del nostro territorio».

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