Cronaca

​Shoah, una mostra per non dimenticare​

Fino a sabato visite guidate a cura degli studenti tarantini


«È importante che ancora
oggi si parli di questioni come quella della
discriminazione razziale. Un tema che, a
dispetto del tanto tempo passato dal 1938
ad oggi, è di drammatica realtà. Per questo
ritengo molto importante che la città di Taranto
ospiti questa mostra che a quel periodo
buio dell’umanità fa riferimento».

Con queste parole significative e dirette il
prefetto di Taranto, Donato Cafagna, ha
tagliato, lunedì pomeriggio, il nastro inaugurale
della mostra “1938 – La storia per le
scuole”, allestita negli spazi espositivi della
Galleria comunale del Castello Aragonese
e che potrà essere visitata fino a sabato 21
aprile. L’evento, che vede Taranto insieme a
Cosenza quale unica città del Sud Italia ad
ospitare la mostra itinerante, si inquadra nel
più complesso quadro di iniziative organizzate
dalla Presidenza del Consiglio dei ministri,
dipartimento per le Pari opportunità,
in collaborazione con la Fondazione Museo
della Shoah e con la conferenza Stato-Regioni,
nella quale la Puglia è rappresentata
dal consigliere regionale Gianni Liviano
delegato all’uopo dal presidente Michele
Emiliano, in occasione degli ottant’anni
dall’emanazione delle leggi razziali.

«L’obiettivo di questa mostra – ha spiegato
Liviano che ha voluto fortemente che Taranto
fosse inserita tra le sei città italiane ospiti
dell’evento – è di raccontare e mantenere
vivo il ricordo di questo periodo buio che
ha pervaso l’umanità ma è anche quello
di sottolineare come le diversità culturali,
sociali, di razza e di confessione religiosa
rappresentino comunque un arricchimento
se vogliamo essere, attraverso il dialogo e
l’accoglienza, convinti costruttori di pace.
Ecco perché abbiamo inteso ospitare questa
mostra e offrirla agli studenti tarantini in
modo che, conoscendo il passato, possano
diventare fondatori di comunità aperte e
accoglienti».
E le scuole tarantine saranno le protagoniste
di questa settimana.

Gli studenti del Battaglini,
del Ferraris-Quinto Ennio, del Righi,
del Pacinotti e dell’Archita adotteranno, infatti,
la mostra diventandone, ogni istituto nei
rispettivi giorni loro assegnati, i raccontatori
nei confronti dei loro coetanei e di quanti (la
mostra è aperta a tutta la città) visiteranno i
37 pannelli espositivi.
«Abbiamo voluto offrire ai nostri studenti – ha sottolineato il prof. Raffaele Spada,
intervento alla cerimonia di inaugurazione
in rappresentanza del Provveditore agli studi
– di far mente locale affinché, attraverso la
conoscenza di quanto accaduto nel passato,
si possano scongiurare nuovi genocidi nel
rispetto delle diversità».

Alla cerimonia, alla quale era presente
anche il comandante provinciale dei Carabinieri
di Taranto, col. Andrea Intermite, è
intervenuto il prof. Amedeo Osti Guerrazzi,
storico della Fondazione Museo della Shoah,
il quale ha illustrato il percorso espositivo.
«Un percorso – ha detto Osti Guerrazzi – che
racconta come il regime fascista abbia saputo
costruirsi un nemico interno attraverso
provvedimenti, leggi e atti amministrativi,
graduali sfociati, poi, nella repressione degli
Ebrei. Vogliamo far capire ai nostri giovani
– ha aggiunto – come parlare di Shoah e di
antisemitismo è, sì, parlare di qualcosa di
antico ma, al tempo stesso, è come scattare
una fotografia del presente visti i nuovi genocidi
cui stiamo assistendo e la costruzione
di nuovi nemici interni come nel caso delle
questione immigrazione».

Fino a sabato 21 aprile, la mostra (che si
avvale della preziosa collaborazione del
Comitato per la qualità della vita) sarà
aperta dalle 9 alle 12 alle visite guidate
delle scolaresche delle scuole secondarie
di primo e secondo grado di Taranto e
provincia, opportunamente accompagnate
dai rispettivi docenti referenti. Le visite
guidate saranno assistite dai docenti delle
istituzioni scolastiche che hanno contribuito
all’organizzazione dell’evento con l’ausilio,
altresì, di studenti appositamente selezionati
da parte delle istituzioni scolastiche stesse.
Ogni singola visita guidata avrà la durata
orientativa di un’ora. La mostra resterà
aperta anche nelle ore pomeridiane dalle ore
17.30 alle ore 19.30 (sabato escluso).

In particolare, nelle giornate di mercoledì
pomeriggio e sabato mattina la mostra prevederà
dei brevi momenti musicali sul tema
realizzati dagli studenti del Liceo Musicale
Paisiello di Taranto, mentre nelle giornate
di mercoledì mattina e venerdì pomeriggio
toccherà al teatro Crest di Taranto che porterà
in scena una breve drammatizzazione
dal titolo “Le farfalle di Terezine”.
Sabato 21 aprile avrà luogo, nei locali dove
è allestita la Mostra, per la giornata conclusiva
dell’evento, a partire dalle ore 10.00, un
breve incontro sul tema “I genocidi del XX
secolo. Oltre la Shoah” (dedicato anche al
ricordo del genocidio armeno e delle foibe)
che verrà illustrato da esperti del Comitato
per la Qualità della Vita, i professori Carmine
Carlucci, Mari Avakian, Anna Maria
Laneve, Antonio Fornaro e dal dott. Claudio
Confessore.

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