22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca

​Baraccamenti Cattolica, dopo 7 anni via ai cantieri​

Se tutto filerà liscio a gennaio potrebbero cominciare i lavori


L’immagine più cupa del
triste e drammatico degrado è quella di
qualche sera fa: un uomo ha scelto uno
di quegli edifici per togliersi la vita, nella
disperata solitudine di quegli spazi che
un tempo erano la seconda vita degli arsenalotti.

I Baraccamenti Cattolica, sede
del dopolavoro dell’Arsenale, da anni sono
abbandonati a se stessi. Ora più che mai,
visto che è finita persino l’occupazione
delle Officine Tarantine che quantomeno,
nonostante il tollerato abusivismo,
avevano ripulito quell’area e le avevano
restituito un minimo di vitalità. Poi, il
buio. Con gran disperazione di chi abita
nei dintorni.
Passati nel 2012 dall’Agenzia del Demanio
al Comune, grazie alle dismissioni figlie
del federalismo demaniale, i Baraccamenti
sono rimasti prigionieri di inerzia
politica e pastoie burocratiche: progetti
che incombevano ma che non riuscivano
a trovare sbocco. Poi, a maggio del 2016,
è arrivato il bando per le periferie: una
opportunità offerta dalla Presidenza del
Consiglio per restituire un’anima a quei
luoghi degradati e ormai privi di funzioni
urbane.

Al Comune hanno pensato bene
di infilarsi in questo corridoio di finanziamenti,
nonostante i Baraccamenti siano in
pieno centro e non in periferia. Ma qui,
appunto, la periferia va intesa in senso…
esistenziale.
Adesso, finalmente, si potrà procedere.
Il Comune – che ha partecipato al bando
con una richiesta di circa 9,3 milioni di
euro, ha conferito l’incarico a tre gruppi
di progettazione che saranno coordinati
dal dirigente comunale dei lavori pubblici
Cosimo Netti e lunedì 30 aprile saranno
effettuati i primi rilievi sul posto. Entro l’8
giugno dovrà essere consegnato alla Presidenza
del Consiglio il progetto definitivo.
Cosa sarà realizzato? Le idee progettuali
sono tre: la Asl vuole farci il Polo Salute e partecipa con propri fondi per 5,3 milioni
di euro.

Poi c’è l’associazione di imprese
tra Orchestra Magna Grecia, Teatro Orfeo
e Provinciali srl che vuole realizzare il Teatro
della Musica (1,4 milioni), laboratori
musicali (120mila euro), ludoteca, orti urbani
e spazi per bambini (350 mila euro).
Sarà invece demolita la palazzina oggi
murata che si affaccia su via Di Palma,
all’angolo con via Pacoret: non saranno
realizzati – come si pensava inizialmente
– alloggi di edilizia residenziale pubblica
(meno male) e quello spazio aprirà l’ingresso
ad una piazza multimediale per
ospitare concerti e attività per i ragazzi.
La domanda più impegnativa: quanto tempo ci vorrà per restituire ai taranini
questo pezzo di storia che, rimesso a
nuovo, potrebbe cambiare volto a quella
fetta di città fra Borgo e Tre Carrare? Se
non ci saranno intoppi, tra settembre e
ottobre potrebbe partire la gara d’appalto
per l’esecuzione dei lavori. Considerati
i tempi tecnici per l’assegnazione, agli
inizi del 2019 potrebbero essere aperti i
cantieri. Due anni di lavori e si arriva al
2021. Quasi dieci anni dall’acquisizione
da parte del Comune. Un tempo enorme
che da solo basterebbe a spiegare perché
questo Paese è divorato dalla mancanza
di lavoro.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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