25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 07:30:39

Cronaca

​Sicurezza e manutenzione ecco 24 ore di sciopero​

Proclamato da Fim, Fiom e Uilm per il 30 aprile


Mentre a Roma si gioca la
partita tra sindacati, governo e Arcelor
Mittal, a Taranto scatta la protesta per
le questioni legate alla sicurezza e alla
mantuenzione.

Venerdì 27 aprile si è tenuto un incontro
tra Fim, Fiom, Uilm e azienda in merito
allo sciopero indetto in Area Acciaieria
per questioni legate alla sicurezza e ad
una mancanza di programmazione delle
attività di manutenzione straordinaria e
ordinaria.

«Abbiamo più volte segnalato, attraverso
i rappresentanti dei lavoratori e della
sicurezza – spegano i sindacati – alcune
problematiche le cui hanno subito continui
rinvii con motivazioni legate alla
mancanza di risorse economiche. La gestione
commissariale continua a non dare
risposte e soprattutto a non investire le
risorse necessarie per affrontare nel merito
alcune delle problematiche di sicurezza
poste all’attenzione di Ilva. In assenza di
interventi con cadenza e investimenti certi
i coordinatori di fabbrica di Fim, Fiom
e Uilm confermano 24 ore di sciopero,
articolati su 3 turni, per la giornata del
30 aprile 2018».

«La Vertenza Ilva – concludono le tre sigle
– vive già una fase di incertezza per il futuro
produttivo, occupazionale e ambientale
dello stabilimento siderurgico, a questo
non possiamo aggiungere problematiche
di sicurezza che la gestione commissariale
continua a trascurare per mancanza di
risorse economiche».
Intanto, a proposito della rottura delle
trattative con Arcelor Mittal, il viceministro
Teresa Bellanova afferma: «Continueremo
a lavorare fino all’ultimo, e
fino a che ci saranno spazi praticabili di
confronto e trattativa».

E non risparmia
una stoccata a Michele Emiliano: «Chi,
alla guida della Regione Puglia, invoca
da mesi l’abbraccio con i 5Stelle sostiene
l’alleanza con coloro che nel corso della
campagna elettorale e nei giorni scorsi in
sede europea hanno continuato a perorare
la chiusura dell’Ilva, che significa tutti licenziati,
nessuno escluso, e danni enormi,
incalcolabili e irreparabili, per l’ambiente
e la salute dei cittadini».

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