30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

Cronaca

​Tamburi, dopo 15 anni spunta la foresta urbana​

Ecco 250 alberi donati dai Rotary Club


Dopo un’attesa lunga
oltre 15 anni, Taranto ha la sua Foresta
urbana, inaugurata nei giorni scorsi al
quartiere Tamburi, tra via Machiavelli e
via Lisippo, dal presidente internazionale
del Rotary, l’australiano Ian Riseley,
dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci
e dal vice sindaco Rocco De Franchi.

L’evento è avvenuto a margine della
Conferenza Presidenziale 2018 del
Rotary International, per la prima volta
in Italia, organizzata al teatro Orfeo
dal Rotary International con l’impegno
diretto di tutti i Distretti italiani e dedicata
alla “Salute materna e infantile
e la pace”.
Il polmone verde, che darà ossigeno
all’area a ridosso della zona industriale
e avrà un effetto di fitodepurazione
assorbendo metalli pesanti e risanando
anche il terreno, conta 250 alberi di
leccio appena piantati, dono dei Rotary
Club di Taranto, Taranto Magna Grecia,
Grottaglie, Manduria, Martina Franca,
Massafra e Riva dei Tessali. La parte
inaugurata è solo il primo nucleo dei 5
ettari che comporranno l’intera Foresta
urbana nell’ambito delle attività volte al
recupero del rione Tamburi.
«Grazie al supporto dell’amministrazione
comunale – commenta il presidente
del comitato organizzatore dell’evento
Giovanni Lanzilotti, Governatore del
Distretto 2120 (Puglia e Basilicata)
del Rotary – siamo riusciti a dare un
segno importante per la rinascita di
questa città.

Abbiamo voluto dare il
nostro contributo, in particolare, per la
salute dei più piccoli che abitano Taranto,
prima città europea per i tumori
infantili. I club Rotary continueranno
il loro impegno in favore dei bambini
di Taranto e in generale di tutti quelli
che vivono in condizioni nelle quali non
sono assicurati i loro diritti e la tutela
della loro salute. Con questa iniziativa
il presidente Riseley, molto attento ai
temi ambientali, dà concretezza a quanto
promesso nel suo programma, quando
invitò tutti i club del mondo a piantare
un albero per ciascun socio con l’obiettivo
di avere nel volgere di un anno un
milione e duecentomila alberi in più sul
pianeta».

Sul tema della salute dei bambini e delle
madri migranti si sono confrontati, davanti
a un migliaio di persone, esperti,
scienziati, esponenti religiosi e delle istituzioni,
leader delle comunità e giovani
di tutto il mondo. Tra i contributi più apprezzati,
il messaggio lanciato dal vicepresidente
della Commissione Europea
Frans Timmermans: «Un rifugiato ogni
due è un bambino, un migrante ogni
otto è un minore, 50 milioni di bambini
sono migranti, più della metà è in fuga
da situazioni di conflitto e instabilità ed
esposti al rischio di abusi, violenze, prostituzione,
schiavismo, radicalizzazione.
Oggi questi bambini rischiano di finire
sfruttati nei campi o per strada, invece
di crescere a fianco dei giovani europei
e respirare i valori che fondano la nostra
Unione. Molto è stato fatto per la tutela
dei bambini migranti e delle loro madri,
ma molto ancora bisogna fare, anche per
evitare che queste persone vengano disumanizzate
dalla propaganda di nuovi
demagoghi. Dobbiamo fare in modo che
questo evitabile futuro non diventi un
deprecabile destino».

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