22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 14:24:26

Cronaca

​Contratto Ilva, Peluso: ecco i vincoli europei​

Il segretario della Cgil tarantina: ogni passaggio è stato condizionato


Commentare la vicenda che
riguarda il futuro dell’Ilva senza guardarla
nel suo complesso nazionale e soprattutto
europeo rischia di incupire uno scenario
già notevolmente ricco di incognite. Per
questo è opportuno richiamare il contesto
in cui si è determinato e formato il Bando
di gara per la vendita degli stabilimenti Ilva
in Italia e il successivo Contratto di vendita.

Così il segretario della Cgil di Taranto, Paolo
Peluso che sul dibattito di questi giorni torna
ponendo la questione dal punto di vista
sindacale. Il contratto di vendita di cui tutti
oggi parlano è il frutto di un Bando di gara
condizionato in ogni suo passaggio dalle indicazioni
della Comunità Europea che ha ragionato
in questo caso in termini di regole di
mercato – spiega Peluso – avvertendo inoltre l’Italia che se quei pre-requisiti non si fossero
attuati si sarebbe trovata di fronte alla già
avviata procedura di infrazione per “aiuti
di Stato” monetizzabile in circa 5 miliardi
di euro di multa. La Comunità europea poneva
condizioni chiare che nessun Governo
avrebbe potuto variare: non si sarebbero
potuti porre dei condizionamenti sul numero
dei dipendenti, né sulla quota di stabilimento
da acquisire, e si sarebbe dovuto procedere
in discontinuità nei rapporti di lavoro come
previsto peraltro dalle stesse norme italiane
della Legge Marzano relativa alle vendite
per complessi industriali in amministrazione
straordinaria – dice il segretario della
Cgil tarantina.

Tuttavia in deroga proprio a
quest’ultimo aspetto il Contratto di vendita
ha introdotto alcuni elementi di garanzia per
i lavoratori – dice ancora Peluso – Ovvero
non si possono avviare licenziamenti collettivi
per tutto il periodo di realizzazione
del piano industriale proposto da Mittal, si
devono assumere almeno 10mila addetti (a
fronte degli 8.500 proposti da Mittal). Ma
ora in quella contrattazione ci siamo con le
nostre categorie nazionali – afferma Peluso
– e in quella sede abbiamo già ribadito che
non ci può essere nessun tipo di scambio o
di svendita rispetto al Piano Ambientale e
che non ci possono essere deroghe a quegli
adempimenti di sicurezza e tutela della salute
e dell’ambiente nel tentativo di soddisfare
l’obiettivo della massima occupazione. Ma
al miglior risultato possibile noi dobbiamo
tendere. Domani a Palazzo di Città incontro
proprio sul tema Ilva.

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