20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58

Cronaca

​Certificati falsi per gli anabolizzanti, otto indagati

Anche un medico denunciato nell’operazione “Testosterone”


– Operazione Testosterone:
indagate otto persone tra le quali un medico
di famiglia. Avvisi di garanzia e
perquisizioni.

In azione i carabinieri dell’Aliquota operativa
della Compagnia di Taranto e i loro
colleghi del Nas i quali hanno notificato
nel capoluogo e in provincia le informazioni
di garanzia firmate dal procuratore
aggiunto presso il Tribunale di Taranto
dott. Maurizio Carbone. Gli otto rispondono,
a vario titolo, di falsità materiale
commessa dal pubblico ufficiale in certificati
e autorizzazioni amministrative,
falsità materiale commessa dal privato,
falsità ideologica commessa dal pubblico
ufficiale in certificati o in autorizzazioni
amministrative, falsità ideologica commessa
dal privato in atto pubblico, uso di
atto false truffa aggravata e continuata.

L’operazione scattata ieri è l’epilogo
di un’attività investigativa avviata nel
settembre del 2017 dai carabinieri dopo
una denuncia presentata nel maggio del
2017 dal titolare di una farmacia situata
nel capoluogo jonico il quale ha riferito
di aver venduto un farmaco, denominato
“Testoviron”, a una persona che ha esibito
una prescrizione contraffatta.

Successivamente
gli investigatori dell’Arma hanno
raccolto le denunce presentate da altri
tre medici specialisti avendo accertato
la falsificazione di ulteriori prescrizioni
mediche ottenute attraverso la fraudolenta
apposizione delle intestazioni medicospecialistiche
degli ignari professionisti.
Il Testoviron è uno steroide anabolizzante
iniettabile che contiene una miscela di
due diversi tipi di testosterone molto in
voga tra i bodybuilder. Serve a sostituire
il testosterone negli uomini adulti per il
trattamento di diversi problemi di salute.
Possiede un’attività androgena piuttosto
accentuata ed una volta iniettato viene
rapidamente convertito in estrogeni.
Il risultato è la netta perdita di definizione
muscolare, causata dall’accumulo
di grasso sottocutaneo e da una marcata
tendenza alla ritenzione idrica consentendo
tuttavia guadagno notevole di forza
e massa muscolare.

Nel corso delle indagini, attraverso il
tracciamento telematico del farmaco è
stata accertata l’utilizzo di numerose prescrizioni
mediche contraffate.
Sono state dispensate indebitamente 32
confezioni di “Testovis 100 mg” e 42
confezioni di “Testoviron 250 mg”, farmaci
utilizzati soprattutto nell’ambito
delle attività di bodybuilding come anabolizzanti.

Secondo l’accusa, gli indagati, presentando
prescrizione mediche false avrebbero
acquistato confezioni di medicinali
di “Testovis 100 mg” e “Testoviron 250
mg” presso farmacie locali, inducendo in
errore i titolari.
E’ stato accertato che il medico di famiglia,
ha rilasciato indebitamente ad un
paziente una prescrizione relativa al farmaco
“Testoviron 250 mg”, contravvenendo
a quanto determinato dall’Agenzia
Italiana del Farmaco che sancisce che
la specialità del medicinale a base di testosterone
a prescrizione medica limitata
(RNRL) è da rinnovare volta per volta,
vendibile al pubblico su prescrizione di
centri ospedalieri o esclusivamente da
parte di medici specialisti in endocrinologia,
urologia e andrologia.

Gli investigatori hanno scoperto l’utilizzo
fraudolento di timbri a secco per la
falsificazione delle ricette e formulari
per le prescrizioni, riconducibili a strutture
ospedaliere (dalle quali sarebbero
state rubate ) e a medici specialisti, tra
i quali addirittura uno è deceduto prima
delle emissioni delle prescrizioni.
Durante le perquisizioni in casa di uno
degli indagati sono stati rinvenuti e sequestrati
otto confezioni e flaconi di
steroidi anabolizzanti, sette ricette mediche
in bianco recanti l’intestazione di
un medico specialista in endocrinologia,
un blocchetto di foglietti in bianco delle
stesse dimensioni delle prescrizioni mediche,
un programma settimanale relativo
all’assunzione dei farmaci dopanti.
Sul computer di uno degli inbdagati
isono stati trovati dei file contenenti i
“format” delle intestazioni di due medici
della provincia, entrambi specialisti in
endocrinologia, utilizzati per produrre le
ricette false.

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