21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 14:58:00

Cronaca

Ance Confindustria: appello alla politica

«E' necessario un impegno ufficiale»


Ha il sapore di una
lettera aperta l’appello inviato ieri mattina alla stampa da parte del Presidente
dell’ANCE Confindustria di
Taranto, Paolo Campagna.

In uno scenario di completa precarietà,
di sfiducia crescente, in cui le
opportunità di continuare a vivere degnamente
in questo territorio sembrano
essere minacciate da scarsi livelli
di attenzione alle politiche sociali, occupazionali,
produttive e di assistenza
della nostra comunità, noi come imprenditori
edili di Taranto chiediamo
quello che sarebbe ovvio in qualunque
altra parte d’Italia e che invece
qui continua ad essere pratica oggetto
di trattative e tentennamenti. Chiediamo
– spiega Campagna – che Taranto,
con i suoi deputati o con i suoi rappresentanti
in Regione, riceva finalmente
un ruolo di dignità e rappresentatività
all’interno dei Governi nazionale e regionale.

Chiediamo – continua il presidente
dell’ANCE – che un impegno
ufficiale venga assunto nei confronti
di un territorio che sembra essere
l’ombelico del mondo, per cui tutti
sembrano impegnarsi a parole, salvo
stabilire che sul futuro di questo modello
di sviluppo, e di questa comunità,
siano altri a decidere.
Crediamo fermamente invece – sottolinea
Campagna – che a Taranto ci
siano talenti, esperienze e figure di
rilievo che possano interpretare questo
cambiamento e che conoscendo
bene i mali del territorio sappiano
contribuire alla causa con elementi
di giudizio e competenza.

Questo
vuoto di rappresentatività è a tutt’oggi un vuoto di riconoscibilità politica
del ruolo dei tarantini che crediamo
debba essere sanato, cominciando
caso mai da ruoli di Governo da affidare
proprio ai tanti deputati eletti
nelle nostre circoscrizioni. Il settore
dell’edilizia di fronte a questo vuoto
di programmazione e di visione territoriale
continua ad essere penalizzato
– dice Paolo Campagna – e i dati sulla
mortalità delle imprese del settore o
la crisi occupazionale del comparto
sono la cartina di tornasole di scelte
politiche che possono generasi qui,
proprio a ridosso della città “adottata”
da tutti ma senza tarantini ai vertici
decisionali. Abbiamo bisogno di figure
e ruoli di garanzia a cominciare
dalla delicata vertenza ILVA e del suo
indotto – spiega infine il presidente
dell’ANCE ionica – passando poi per
tutti gli investimenti programmati finora
a percorso accidentato anche per
via della forte conflittualità istituzionale
tra vari livelli.

E’ un appello di
unità territoriale che rivolgiamo a tutti,
sperando che questa volta a vincere
sia la città.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche