25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca

Ilva, botta e risposta tra Comune e Fornaro​

Aspra polemica sul ritiro del ricorso al Tar per il Dpcm


“Dopo mesi di silenzio
– dice il vice sindaco De Franchi
– finalmente si sente la voce del
consigliere Fornaro, che interviene
addirittura diffidando il Comune sul
ritiro di un ricorso al Tar e paventando
improbabili richieste risarcitorie”.

Polemica politica aspra a Palazzo di
Città sull’Ilva. “Dalla sola proposizione
del ricorso – aggiunge il sindaco
Melucci – sono scaturiti innegabili
effetti positivi per la comunità. Taranto
che, infatti, è salita ed è rimasta per
mesi al centro del dibattito pubblico
italiano ed europeo. Siamo stati inclusi
nel tavolo istituzionale presso il Mise,
abbiamo avuto accesso ad una serie di
documenti esplicativi della trattativa,
abbiamo soprattutto ottenuto innegabili
accelerazioni sulle tempistiche
previste dal Dpcm stesso. L’avvio dei
lavori della copertura dei minerali ne
è prova lampante.

A giorni inizierà
la più grande opera di pulizia del
quartiere Tamburi a carico dell’Ilva
in Amministrazione straordinaria,
concretizzando il primo caso di avveramento
del principio comunitario
del chi inquina paga”. “L’oggetto della
mia diffida è chiaro e conciso e non
sconfina in altri ambiti come invece
Lei preferisce fare nella sua risposta
che trovo a tratti sgarbata” la risposta
di Fornaro al sindaco. “È evidente che
non abbia gradito il deposito della mia
diffida e ciò mi induce a pensare che,
molto probabilmente, il mio operato di
consigliere all’opposizione è efficace
quanto necessario per la nostra città. Il
mio silenzio, nello specifico, è dovuto
al beneficio del dubbio che ho ritenuto
opportuno concederle ben sapendo
che avrebbe potuto, in ogni momento,
tirarsi indietro dall’azione intrapresa. È
questo ciò che vuole fare e che farà? Di
questo le sto chiedendo conto in nome
mio e della coalizione che rappresento.
Su questo gradirei ricevere risposte.

Quelli che lei definisce “innegabili effetti
positivi” seguiti all’impugnazione
del Dpcm, sono contentini che in alcun
modo sortiranno benefici risolutivi
per la salute della popolazione, per la
salvaguardia dell’occupazione e per
la tutela dell’ambiente. Comprenderà
bene che risulta piuttosto ridicolo sentir
parlare di “primo caso di avveramento
del principio comunitario del chi inquina
paga” in riferimento alla presunta
pulizia a carico dell’Ilva del quartiere
Tamburi che, dalla stessa, è deturpato,
decimato e straziato da mezzo secolo
a questa parte”.

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