21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 15:24:44

Cronaca

Nuova Aia, verso il ricorso alla Corte Costituzionale


TARANTO – Un conflitto tra poteri dello Stato. Da una parte quello esecutivo, il Governo. Dall’altra quello giudiziario, la Magistratura. Ancora non c’è, la nuova Aia, l’autorizzazione integrata ambientale per l’Ilva di Taranto, ma è già al centro di quello che, con ogni probabilità, sarà uno scontro destinato a fare giurisprudenza, nella storia repubblicana. La nuova Aia non cancellerà – non può farlo – i provvedimenti della magistratura, siano del gip o del Riesame. Non ci può essere un colpo di spugna. Ed allora, dovrà essere l’esecutivo, tramite il ministro dell’Ambiente Corrado Clini o il Sottosegretario di Stato Antonio Catricalà, che si è già esposto in questo senso, a presentare ricorso alla Corte Costituzionale, incaricata di sbrogliare una matassa complessa come poche altre.

“Sulla salute non si può mercanteggiare”, scrive il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco; “il ministero non fa mercato” la replica indiretta e piccata del ministro Clini. Un passaggio che dice molto, sul rapporto tra due istituzioni della Repubblica. Tutto questo, mentre non è ancora chiaro quando la sospiratissima autorizzazione integrata ambientale sarà messa davvero nero su bianco. Clini aveva dato una scadenza precisa: 30 settembre. Dopodomani. Una data rilanciata da quello che per vent’anni è stato il potente direttore generale del ministero solo ieri, mentre sulle strade di Taranto protestavano, e si dividevano, gli operai. Ma c’è qualche dubbio sull’effettivo rispetto della scadenza che Clini si è imposto. Del resto, il provvedimento che va ad integrare quello rilasciato il 4 agosto dell’anno scorso dal ministro Stefania Prestigiacomo non potrà che essere rigoroso, per fissare limiti di emissione prossimi al valore minimo delle bat (le migliori tecnologie disponibili) relative al settore siderurgico.

G.D.M.

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