28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

​I numeri dello sciopero, bassa l’adesione da parte dei lavoratori

Stop al lavoro in Ilva per l’infortunio mortale, ecco i dati


TARANTO – Numeri che fanno pensare quelli sullo sciopero in Ilva, indetto dalle organizzazioni sindacali dopo la tragica morte dell’operaio dell’indotto Angelo Fuggiano.

Dati ufficiali provenienti da fonti aziendali dicono che ieri dalle 11 alle 15 ad astenersi dal lavoro è stato il 26,5% dei lavoratori nella fascia oraria 15-23 si arriva al 38,2%, in quella notturna 23-7 al 29,4%. Stamattina ad incrociare le braccia il 34,8% dei lavoratori.

Numeri oggettivamente bassi che – lungi dal mettere in dubbio la solidarietà da parte dei lavoratori, sgomenti per l’ennesima morte bianca – dovrebbero indurre una riflessione su una forma di protesta che evidentemente è stata recepita come non efficace e non utile.

“Sono mesi che ribadiamo la mancanza di sicurezza e manutenzione all’interno del siderurgico, che colpisce in particolare l’indotto, ove ricordiamo non vengono pagate le aziende appaltatrici, che riversano lo stesso trattamento sui poveri operai” lamenta il sindacato Ugl. “Questo triste episodio pone ancor più i riflettori” – ha dichiarato il presidente della Provincia Martino Tamburrano – sulla necessità di uscire quanto prima dallo stallo delle trattive Ilva che rendono sempre più difficile la vita delle ditte dell’indotto”. “La morte di un giovane operaio di una ditta appaltatrice all’Ilva di Taranto è una tragedia inaccettabile. Al dramma sul futuro di un’azienda e del territorio di riferimento si aggiunge quello di una ‘morte bianca’ che lascia una famiglia senza un padre ed un marito”. Lo dichiara la deputata tarantina di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli.

“E’ doveroso che siano accertate rapidamente le dinamiche dell’accaduto e le eventuali responsabilità. Risalta immediatamente, però, che in questi anni i decreti governativi che si sono succeduti su Ilva hanno lasciato inevase molte questioni aperte sulle manutenzioni e la garanzia della sicurezza sul lavoro. Temi che, ora devono trovare un peso rilevante all’interno della trattativa. L’Ilva non può né deve essere un argomento di cronaca”, conclude. “La politica industriale dei governi di centrosinistra, che si sono alternati dal sequestro degli impianti Ilva ad oggi, è stata fallimentare non garentendo la manutenzione degli impianti, la sicurezza sul lavoro ed un minore impatto abientale” aggiunge il coordinatore cittadino Fratelli d’Italia, Franco Vitanza. “Oggi non solo Taranto, ma l’Italia intera piange un’altra vittima sul lavoro”. Così il coordinatore provinciale di Art.1-Mdp/Leu Taranto Massimo Serio. Per il consigliere regionale Renato Perrini “lo stabilimento è vecchio, in condizioni pessime e che così non si può andare avanti. In giro per il mondo ci sono centri siderurgici molto più avanzati del nostro. L’ho detto in piò occasioni che chiudere l’Ilva non è al momento una strada percorribile”.

“I problemi della sicurezza, in particolare dell’azienda legate all’indotto e all’appalto dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa, sono da tanto, troppo tempo inutilmente denunciati dalle organizzazioni sindacali, dagli enti locali e dalla Regione, per essere poi di fatto ignorati dai Governi nazionali” ricorda Luigi Morgante mentre Michele Mazzarano nota come “Angelo Fuggiano era residente ai Tamburi: conosceva pertanto gli effetti devastanti dell’inquinamento ed esprimeva il naturale ed irrinunciabile bisogno di lavorare. È una vicenda umana emblematica della tragica spirale che avvolge la questione Ilva”.

“Mi auguro che il prossimo Governo, qualunque esso sia, ci dica chiaramente cosa intende realizzare non solo per l’Ilva ma per combattere la piaga delle morti sul lavoro” aggiunge Giuseppe Turco. “Non è ammissibile che si continui ancora a morire sul luogo di lavoro” è il messaggio del segretario del Pd Mancarelli; il presidente del consiglio comunale Lucio Lonoce ricorda che “Il problema della sicurezza sul lavoro (in tutti i luoghi di lavoro) si è riproposto tragicamente per l’ennesima volta e questo è assolutamente inaccettabile, non si può addebitare tutto alla fatalità”. “Questi episodi ci fanno ancora una volta riflettere sull’importanza di chiudere l’Ilva subito e avviare bonifiche” dicono i Verdi. Salvatore Fuggiano coordinatore provinciale di Idea Popolo e libertà sottolinea come vada fatto molto di più sul fronte della sicurezza sul lavoro.

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