02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

“Ora ci rubano anche i semi delle cozze”


TARANTO – Ora rubano anche le cozze. I semi di mar Piccolo, per essere precisi. E, sembrerà strano, proprio quelli del primo seno. La denuncia arriva da uno dei mitilicoltori che ha vissuto per due anni il dramma delle cozze al veleno vietate e distrutte. Luciano Carriero (nella foto) racconta: “Mi hanno svaligiato 170 pergolari col seme della produzione 2013. Un danno di circa 10mila euro, se consideriamo che parliamo di 20 tonnellate di cozze”. Non è l’unico caso. “Ho sentito che stanotte c’è stato un altro furto di 400 pergolari ai danni di un’altra ditta”. Tanto che i mitilicoltori si stanno organizzando, pronti a fare anche ronde notturne per salvaguardare la produzione.

Stamattina Carriero ha presentato la denuncia in questura accompagnandola alla richiesta di controlli sullo specchio d’acqua finito nel mirino dei ladri. A quanto pare i ‘predatori del mare’ agiscono nottetempo e con le barche vanno a far manbassa del prezioso seme di mar Piccolo. Prezioso perché, come tiene a precisare Carriero, il seme è particolarmente buono. L’annata promette bene. I pergolari, per evitare il rischio di dover andare distrutti per il terzo anno, dovranno essere trasferiti in mar Grande (entro febbraio, secondo quanto stabilito dal tavolo istituzionale tra Comune, Regione ed Asl). L’anno scorso è già successo che le analisi sul novellame del primo seno di mar Piccolo, monitorato costantemente, dessero risultati buoni fino a maggio, quando il frutto maturo è risultato inquinato oltre i limiti e di conseguenza vietato. Ora cosa sta succedendo? Si è sparsa la voce che il seme del primo seno è particolarmente buono. E richiesto. “Stiamo ricevendo richieste dalla Spagna, dalla Sardegna e dalla Liguria. I produttori di quelle zone hanno perso le cozze a causa del caldo. Qui da noi abbiamo ancora una produzione ‘artigianale’. Da sempre siamo la ‘culla’ per le produzioni di mitili in Europa, ma questo forse in pochi lo sanno”. Proprio per poter cogliere l’occasione, ossia vendere il seme ancora buono ai produttori che sono venuti a Taranto a verificarne le caratteristiche, i mitilicoltori giovedì scorso hanno formalizzato una richiesta di deroga alla Asl affinché il seme del primo seno possa essere venduto. La risposta arriverà nei prossimi giorni. Intanto è ancora Carriero a spiegare: “le opzioni potrebbero essere due: o sottoporre il seme ad analisi e dare eventualmente l’ok o spostarlo sotto vincolo sanitario”. Controlli contro le razzie e deroghe per vendere il seme di mar Piccolo: è questo in sintesi l’ennesimo ‘may-day’ che arriva dalla categoria.

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