28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 20:59:00

Cronaca

​Salta il cda Amat, scoppia la polemica​

Decade il consiglio d’amministrazione. Scontro tra Giunta e opposizione


Un componente del consiglio d’amministrazione dell’Amat
si dimette, decade il cda e scoppia la polemica.

Nei giorni scorsi a scattare dai blocchi è stata Giorgia Gira, scelta nei
mesi scorsi dall’amministrazione comunale per guidare, assieme al presidente
Silvano Cavaliere e all’altro consigliere Francesco Scarinci,
l’azienda che si occupa del trasporto pubblico in città. In una lettera,
inviata a sindaco e Consiglio comunale, Gira ha parlato apertamente
di mancata condivisione delle scelte da adottare. Sull’argomento è poi
intervenuto il sindaco Rinaldo Melucci che ha espresso «preoccupazione
ed imbarazzo per la gestione dei recenti cda della partecipata, non
è lo stile che si sta imprimendo a tutta la macchina amministrativa, né
la direzione nella quale sta opportunamente andando la riforma delle
altre società partecipate.

Si apprende persino di gente non titolata che
prende la parola nei passaggi più delicati. Per altro, già da alcuni mesi
– hanno spiegato da Palazzo di Città – il sindaco rileva con disappunto
che tutta una serie di priorità e riprogrammazioni non ha assunto
la velocità richiesta alla direzione, e registra un deterioramento dei
rapporti anche con le organizzazioni sindacali che è meritevole di
adeguata riflessione. Dunque, le dimissioni dell’avvocato Gira, che
ringraziamo per gli sforzi profusi in questi mesi, appaiono evidentemente
la naturale conseguenza di questa divergenza di vedute, di questo
scostamento rispetto alla linea del socio unico. Per tutto questo e per
quanto sta accadendo in queste ore, l’Amministrazione sta meditando
sui possibili correttivi».

A stretto giro di posta, l’intervento dei consiglieri d’opposizione Marco
Nilo, Giampaolo Vietri, Vincenzo Fornaro, Cosimo Ciraci, Stefania
Baldassari. «Ci dispiace dirlo, ma eravamo stati buoni profeti, quando
avevamo chiesto al sindaco e all’ assessore al ramo di non procedere con
quella modifica allo statuto delle società partecipate secondo la quale
le dimissioni di un componete del consiglio di amministrazione costituivano
decadenza dell’intero Cda – dicono i consiglieri di minoranza.
Pensavamo che ciò avrebbe potuto determinare lotte interne, come
è accaduto per Amat, che avrebbero finito per danneggiare le società
partecipate, i dipendenti e la citta. Purtroppo, a tre mesi dallo
insediamento dei nuovi amministratori Amat, siamo punto e a capo
per ragioni ancora non molto chiare e per le quali chiederemo che il
sindaco venga in commissione a relazionare e rispondere.

Dove erano
il sindaco e l’assessore al ramo se, come dichiarato dall’ Avv. Gira, c
‘era sentore di mancanza di collegialità e di diversificazione dalla linea
indicata dal socio unico (Comune)? Perchè dopo soli tre mesi non si è
intervenuti per cercare di correggere ? È singolare la tempestività di
queste dimissioni, sopratutto alla luce delle dichiarazioni sulla stampa
del presidente dell’ Amat ing. Cavaliere dalle quali apprendiamo che il
consiglio d’amministrazione si riuniva in media ogni dieci giorni e le
decisioni venivano sempre assunte all’ unanimità. La citta ha bisogno
di chiarezza, pretende risposte e stabilità. Il settore trasporti ha una
valenza troppo importante per lo sviluppo della economia che non può
essere gestito con continui e inspiegabili cambi di rotta. Chiederemo
di visionare tutti i verbali delle riunioni del cda Amat – concludono i
consiglieri d’opposizione – perchè si possa fare chiarezza.

Troppi gli
errori, troppa superficialità ed approssimazione in linea con quanto
riscontriamo in molte altre azioni dell’amministrazione comunale
targata Melucci».
Oggi, quindi, la replica dell’assessore comunale alle Partecipate, Massimiliano
Motolese. «Profetizzare il possibile, come hanno fatto gli amici
consiglieri di opposizione, è un esercizio alquanto debole. Soprattutto
in politica. Avevamo ben presente – osserva l’assessore – che l’introduzione
della clausola “simul stabunt vel simul cadent” negli statuti delle
nostre partecipate avrebbe potenzialmente condotto a situazioni come
quella di Amat. Ed è un merito che ci accreditiamo, perché in questo
modo l’amministrazione ha messo il management delle nostre società
al sicuro da gestioni condotte a colpi di maggioranza. Quella clausola,
infatti, non può essere indicata come la causa di asserite “lotte interne”.

Quella clausola, invece, è la garanzia posta a base della collegialità, è il
collante che pone l’organo amministrativo delle società nelle condizioni
di esprimere la sua massima potenzialità, evitando che le prerogative dei
singoli prevarichino l’interesse generale”. È ciò che stava accadendo in
Amat, ed è significativo come questa opportunità fornita dallo statuto
abbia permesso di interrompere una gestione che non era evidentemente
orientata al bene dell’azienda. Un esito, questo – continua l’assessore
alle Partecipate – che doveva definirsi all’interno dell’organo di governo
della partecipata, avendo l’amministrazione il compito di seguirne le
vicende esercitando esclusivamente quel “controllo analogo” che gli
riconosce la legge. L’amministrazione, quindi, per rispondere ai consiglieri
d’opposizione, era lì dove le norme gli dicono di essere.

Il nostro
sindaco, infatti, ha inteso commentare la vicenda tempestivamente e
con la chiarezza che la stessa richiedeva, ribadendo la necessità di imprimere
al settore il cambiamento che oggi, “profeticamente”, chiede
l’opposizione parlando di “continui e inspiegabili cambi di rotta” che,
onestamente, abbiamo fatica a individuare». «Comune e Amat – spiegano
oggi da Palazzo di Città – stanno lavorando sulla pianificazione,
un approccio sconosciuto da decenni in questa città, e nel frattempo
stanno fornendo al settore strumenti utili per vivere il frangente senza
dover derogare al desiderio di innovazione che lo attraversa. Il potenziamento
della dematerializzazione dei titoli di viaggio, l’acquisto di
mezzi nuovi, l’introduzione del servizio navetta durante le principali
manifestazioni cittadine, sono elementi sensibili che la città si ritroverà
quando la prospettiva della mobilità sostenibile sarà concreta.

Parlare di superficialità e approssimazione – conclude
l’assessore – di fronte ad un’assunzione di responsabilità
da parte del governo cittadino, che parte
dalla qualificazione degli organi di gestione delle
partecipate per finire al percorso di pianificazione
avviato, è inutilmente pretestuoso, denota una
grave disonestà intellettuale e soprattutto svela che
superficiali e approssimativi sono questi consiglieri
che quanto a proposte fattive fanno mancare come
di consueto il loro apporto».

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