24 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2021 alle 14:38:43

Cronaca

«Di Maio presto a Taranto»

Possibile “blitz” nel capoluogo ionico la prossima settimana


«È un argomento molto delicato,
di cui si occuperà personalmente
Di Maio nei prossimi giorni».

Dopo che
il premier Giuseppe Conte nel suo intervento
in Senato aveva evitato “l’argomento
molto delicato” è toccato al capogruppo
vicario del Movimento Cinquestelle,
Vito Crimi, parlare di Ilva a La Repubblica.
Proprio il giornale diretto da Mario
Calabresi lancia l’indiscrezione su un
possibile ‘blitz’ dello stesso ministro allo
Sviluppo ed al Lavoro, Luigi Di Maio, a
Taranto, «la prossima settimana».

A sollecitare il presidente del consiglio
sul nodo-acciaio durante il dibattito sulla
fiducia al nuovo governo in Senato era
stata la parlamentare del Partito Democratico,
ed ex viceministro allo Sviluppo
economico, Teresa Bellanova: «Sull’Ilva
pensate di fare una nuova Bagnoli, o
pensate che debba produrre acciaio di
qualità salvaguardando ventimila lavoratori?
Se chiude l’Ilva di Taranto non solo
si cancella l’industria, ma si blocca anche
Novi Ligure e vanno in difficoltà gli investimenti
del Nord».
«La preoccupazione c’è, non si può negare,
anche considerato quello che M5s
ha detto a Taranto durante tutta la campagna
elettorale» ha dichiarato a Liguria
Business Journal Mario Ghini, segretario
generale della Uil Liguria.

«Preoccupa
l’atteggiamento del Movimento Cinquestelle
– prosegue Ghini, e preoccupa
quanto scritto sul Contratto di Governo a
proposito dell’Ilva: cosa vuol dire riconvertire
la produzione dello stabilimento
di Taranto all’economia green? Ce lo devono
spiegare, e ci devono spiegare come
pensano di mantenere l’occupazione di
14 mila dipendenti. È vero che la Lega,
l’altro partito al Governo, ha sempre difeso
le attività produttive ma per ora l’orientamento
dell’esecutivo non è affatto
chiaro».
Ad evidenziare le difficoltà è anche un
giornale “non ostile” ai pentastellati
come Il Fatto Quotidiano: «“Basta, siamo
per la chiusura, ci sono già stati troppi
morti. Si può riconvertire il lavoro con
le bonifiche”, ha rilanciato ai microfoni
de ilfattoquotidiano.it il senatore Alberto
Airola. E (nel Movimento) non è l’unico.
In casa Lega, la pensano in modo
opposto. Tanto che è stato lo stesso Armando
Siri a ribadire come la chiusura
non sia sul tavolo. Così,ancora una volta,
dal fronte governativo si predicano calma
e silenzio.

L’obiettivo? Allontanare
lo scontro. O quanto meno rinviarlo:
“Vedremo quale sarà la soluzione migliore
per una materia strategica”, ha tagliato
corto Riccardo Fraccaro. Si è rifugiata
nel silenzio, invece, Barbara Lezzi, leccese
e neo ministro del Sud, che già in
passato si occupò del caso». «Il nuovo
governo abbia l’umiltà e l’intelligenza di
fare un reset di scelte inconsulte e azzardate,
che hanno fatto spendere importanti
risorse allo Stato senza portare alcun
vantaggio all’economia e ai cittadini. I
nodi ambientale e sanitario devono essere
la priorità, perché la tutela della salute
dei cittadini e dei lavoratori, nonché la
salvaguardia dell’ambiente, non possono
più essere elementi sui quali trattare.

Al
tempo stesso l’azienda, la cui cessione è
in via di ultimazione, e lo Stato, devono
giocare a carte scoperte, senza occultare
i piani strategici per il futuro, come invece
sino a oggi è avvenuto. Arcelor Mittal
spieghi cosa vuole fare dell’Ilva, illustri
come intende intervenire sul ripristino
dell’ambiente e come voglia preservare
la sicurezza dei lavoratori» ha dichiarato
la parlamentare tarantina di Forza Italia
Vincenza Labriola.

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