14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

​Tocca a Salvini: «Nessuno pensa di chiudere l’Ilva»​

La Fim Cisl lancia l’allarme: questi ritardi danneggiano tutti


E alla fine, anche Matteo
Salvini, leader della Lega, vicepremier
e ministro dell’Interno, si gioca il jolly:
sull’Ilva la strada resta quella di coniugare
«lavoro, salute ed ambiente».

Insomma,
l’altra metà (insieme a Luigi Di
Maio) del “Governo del Cambiamento”
non cambia il mantra dei “ma-anchisti”
in servizio permanente effettivo quando
si parla del Siderurgico.
Salvini, impegnato a Brindisi nell’ambito
del suo tour elettorale per le amministrative,
si è concesso all’emittente
Canale 85. Parlando di Ilva, ha ribadito
che per la Lega

«i posti di lavoro sono
sacri», «nessuno pensa di chiudere domani,
non siamo qua per chiudere» e
che bisogna «produrre con compatibilità
ambientale», rispolverando appunto
la triade «lavoro, salute ed ambiente»,
«inquinando sempre meno e producendo
sempre meglio». Intanto, però, la situazione
in fabbrica resta critica. «In questa
fase di stallo continua a verificarsi ciò
che da tempo denunciamo: ogni giorno
di ritardo nella vicenda Ilva è un pezzo
di terreno perso che danneggia tutti.
Oggi al Pla2 l’ennesimo paradosso dove,
nonostante lamiere pronte per la lavorazione
della Cimolai, i saldatori vengono
lasciati a casa perché l’azienda – a dire
dei responsabili – non ha soldi per rinnovare
i patentini degli operatori.
Siamo in attesa di un nuovo incontro e
che il governo avvii nuovamente la discussione
su Ilva, ma intanto le condizioni
dello stabilimento peggiorano». Così
il segretario Fim Cisl, Valerio D’Alò. «Ci
saremmo aspettati parole di chiarezza
in materia di politiche industriali, di infrastrutture,
di Mezzogiorno. Avremmo
voluto sentire una parola sull’Ilva»: lo ha
detto Mariastella Gelmini, capogruppo
di Forza Italia alla Camera dei deputati,
intervenendo in Aula a Montecitorio per le dichiarazioni di voto finale sulla fiducia
al governo Conte.

«Abbiamo sentito
promesse costose senza attenzioni alle
coperture, questo ci desta un sospetto,
una preoccupazione. Non vorremmo che
la vostra piu’ che la strada del cambiamento
fosse la strada del dissesto dei
conti pubblici e che nascondesse magari
una bella patrimoniale per gli italiani,
per pagare i vostri bonus. Pensiamo che
questa superficialita’ nel guardare alle
coperture ci esponga in Europa. Noi
non accettiamo lezioni su come si deve
stare in Europa con la schiena dritta,
perche’ il nostro governo, l’ultimo governo
votato dagli italiani, e’ andato a
casa per non accettare il commissariamento
economico. Ma prima di andare
a casa abbiamo fatto scelte importanti,
abbiamo nominato un italiano di valore
come Mario Draghi alla guida della Bce,
e grazie a Draghi c’e’ stata una politica
monetaria che ha dato ossigeno alle
imprese italiane».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche