10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 07:32:34

Cronaca

​Tra Ruhr e Bagnoli: Ilva, quale futuro?​

Le diverse posizioni sul destino del Siderurgico


«Grillo sull’Ilva ha ragione,
l’unica strada è quella della riconversione
dello stabilimento seguendo quanto già
fatto a Bilbao, Pittsburgh e nella Ruhr.
Del resto è la posizione che io ho spiegato
per filo e per segno nel mio libro Good
Morning diossina nel quale ho indicato
le soluzioni possibili con tutte le coperture
finanziarie. Volume che spedirò oggi
stesso a Beppe Grillo».

Così in una nota
il verde Angelo Bonelli interviene sulla
querelle tra i Cinquestelle in merito al
futuro dell’Ilva. Prosegue Bonelli: «Nei
giorni scorsi ho inviato al Primo Ministro
Conte (ma anche contestualmente a Di
Maio, Costa e Bonafede) una lettera nella
quale chiedo la revoca della norma che garantisce
l’immunità penale ai proprietari
dell’Ilva in caso di violazione delle norme
a tutela dell’Ambiente e della Salute.
Basterebbe una disposizione semplice da
recepire, da parte del Governo, ma fondamentale
per ripristinare lo stato di diritto
a Taranto e il rispetto dell’art. 3 della Costituzione.

Il mancato intervento di Conte,
Di Maio, Bonafede e Costa in questo
senso rappresenterebbe plasticamente il
protrarsi del teatrino della vecchia politica
di chi promette in campagna elettorale, per
prendere i voti dei cittadini di Taranto, e
disattende le promesse appena giunge al
Governo della Nazione. Cambiando idea
da mattina a sera» conclude Bonelli.
«Abbiamo vissuto gli ultimi giorni nell’incertezza
totale tra ministri, parlamentari,
ed esponenti che passano dalla green
economy, alla chiusura a tappe, alla chiusura
solo di impianti inquinanti, a nessuna
chiusura, lasciando nella difficoltà di
giustificare le scelte centrali gli esponenti
che invece a Taranto sono stati eletti su
una campagna elettorale di chiusura totale
dello stabilimento» nota Giampiero
Mancarelli, segretario provinciale del Pd.

«È finita l’epoca della contrapposizione
a prescindere e della protesta, ma anche
del finto ed esasperato ambientalismo,
che aveva addirittura non solo ipotizzato
la chiusura ma, la riconversione non
industriale (proposta oggi) ma turistica:
museo archeologico e parco divertimenti annesso… La dichiarazione del leader del
Movimento 5 Stelle apre a scenari che
erano stati già avviati, ovvero bonifica
e risanamento per coniugare lavoro e
salute. Noi ne prendiamo atto, lo facciano
anche gli aderenti al Movimento che sulla
chiusura hanno vinto in Puglia e non solo
la campagna elettorale» dice il leader di
Noi con l’Italia, Raffaele Fitto. Insomma,
il caso Ilva – e le decisioni da prendere sul
futuro della fabbrica – continua a tenere
banco, mentre dal primo luglio ArcelorMittal
potrebbe comunque prendere le
redini dell’acciaieria.

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