29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

​Ilva, prove di dialogo tra Di Maio e Calenda ​

Tiene banco la questione che ruota attorno al Siderurgico


“Io la soluzione sull’Ilva
non la dico qui. Noi ascolteremo i commissari,
i potenziali acquirenti, i sindacati,
le associazioni ambientaliste di Taranto,
il sindaco. Quindi verificheremo
lo stato dell’arte e capiremo le soluzioni.
Tutto sara’ fatto con la massima responsabilita
per il bene del paese”.

Così Luigi
Di Maio, ministro del Lavoro e dello sviluppo
economico, a ‘Mezz’ora in più’ su
Raitre. “Sulla questione dell’Ilva quello
che ho detto non è in contrapposizione
con Grillo. Io incontrero’ le parti- aggiunge
– e cerchero di capire lo status
del dossier. Mi sembra una posizione
prudente, quella di un ministro che non
vuole creare choc economici o sociali. Si
devono ascoltare tutte le parti”.

Di Maio ha parlato anche del rapporto
con il suo predecessore al Mise, Carlo
Calenda, attivissimo sul fronte del Siderurgico
tarantino: “Con Calenda “in
realtà ci eravamo organizzati per il passaggio
di consegne. Poi ho visto queste
dichiarazioni pubbliche. Ci eravamo organizzati
per farlo, ma sono stati giorni
difficili, diciamo”. Proprio Calenda ha
inviato una lettera al Corriere della Sera:
“il ministro Di Maio ha preso una posizione
coraggiosa su Ilva smentendo le
farneticazioni di Grillo. Gliene ho reso
pubblicamente merito. Era giusto farlo.
Cosi come è giusto che voglia farsi un’idea
sul dossier sentendo tutte le parti. Il
tempo però è poco. Il 30 giugno scadrà
il termine per la cessione. Entro quella
data deve essere raggiunto l’accordo sindacale.
In caso contrario Mittal potrebbe
andarsene o rinunciare alla clausola sospensiva
relativa all’accordo sindacale e
procedere direttamente con le assunzioni.

Un’eventualità da scongiurare perché
foriera di forti tensioni sociali. Si può in
alternativa estendere fino a 90 giorni il
termine per la conclusione della trattativa ma ciò comporterebbe un rifinanziamento
di Ilva. Anche in questo caso
il tempo per mettere in discussione tutto
non ci sarebbe. Nazionalizzazione, chiusura
parziale, de-carbonizzazione, sono
soluzioni impraticabili. Infilarsi in questi
vicoli ciechi perdendo l’acquirente porterebbe
alla chiusura. L’Aia di Ilva è la
più restrittiva in Ue. Gli investimenti ambientali
e produttivi, 2,4 miliardi a cui si
aggiungono 1,08 per le bonifiche rinvenienti
dalla transazione Riva, renderanno
Ilva la migliore acciaieria del continente
per standard ambientali e tecnologici.
Fino a quel momento la produzione sarà
limitata a 6 milioni di tonnellate per tenere
le emissioni ben all’interno dei limiti
di legge”.

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