Cronaca

​Una vergogna tutta tarantina​

Un tappeto di rifiuti sulla banchina in via Garibaldi


Potrebbe essere una delle passeggiate
più belle e caratteristiche della città: da una parte
il Mar Piccolo, i pescherecci, le bancarelle dove i
pescatori vendono pesce e frutti di mare; dall’altra
la Città Vecchia con le sue suggestive abitazioni
che sembrano abbracciate l’una sull’altra. Il lungomare
di via Garibaldi, da qualche anno denominato
Lungomare delle Capitanerie di Porto, potrebbe
davvero essere una delle attrazioni turistiche della
città.

Arrivarci al mattino, però, è un colpo al cuore:
la passeggiata è ridotta ad una latrina. Un tappeto di
bottiglie di birra, bottiglie in frantumi, cartoni per
le pizze d’asporto, carte ovunque. Il trionfo dell’inciviltà.
È davvero sconfortante pensare che ci siano
tarantini che vivono così profondamente allo stato
brado, senza un briciolo di educazione e civiltà. Il suggerimento:
sensibilizzare pizzerie e chioschetti della
zona, verificare le autorizzazioni, installare sistemi di
videosorveglianza per punire i responsabili di tanto
squallore. A questo degrado da bivacco bisogna poi
aggiungere quello della sporcizia prodotta dai residui
lasciati sulla banchina proprio dagli ambulanti che
vendono pesce, frutti di mare e frutta fresca.

Residui
che lasciano una scia di cattivo odore che con il caldo
diventa davvero insopportabile. Domanda: ma i vigili
urbani hanno mai provato almeno a parlare con
queste persone per spiegare loro quali sono i comportamenti
che la civiltà richiede e quali sarebbero i
vantaggi per tutti, per gli operatori del mare e per gli
abitanti della città vecchia in primis, se quel pezzo
di città fosse tenuto pulito? E poi si aggiunge l’altro
scandalo: aver trasformato quella che potrebbe essere
una banchina turistica in uno squallido e pericoloso
parcheggio per autobus che spesso sostano a lungo col
motore acceso. Scelte e comportamenti che vanno in
direzione opposta rispetto all’obiettivo di valorizzare
gli angoli più belli della città.
Altro che turismo! Così i turisti li facciamo scappare.

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