14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

«Necessaria la riconversione del territorio»

Così Piano Taranto in una nota


«La presenza della grande industria ha bloccato lo sviluppo
di qualsiasi economia alternativa – ricordiamo che nell’area ionica
si contano circa 110 mila tra inoccupati e disoccupati (Rapporto
Taranto 2016) a cui, a breve, andranno ad aggiungersi i circa 4500
esuberi previsti con la cessione degli impianti ad ArcelorMittal -, così
come la fuga dei nostri giovani verso altre città e la svalutazione degli
immobili del quartiere Tamburi.

Il risanamento del territorio ionico,
invece, è meno oneroso rispetto al salvataggio Ilva, produrrebbe più
occupazione e non causerebbe più malattia e morte ma si preferisce
il suo salvataggio perché indebitata per 3 mld, metà dei quali con le
banche».
Così Piano Taranto in una nota. «Come mai, allora, il sindaco Melucci
– prima autorità sanitaria sul territorio – non si adopera per la
riconversione, preoccupandosi solamente del prosieguo dell’attività
industriale? Ben sappiamo come lui appartenga a quella linea politica
che ha varato i decreti salva-Ilva ed era prevedibile una simile posizione
contrapposta a chi, invece, esprime e dimostra concretamente
amore per la propria terra ma, se si fosse minimamente sforzato di
incontrare e conoscere la gente che dovrebbe rappresentare, forse si
sarebbe ravveduto. Caro Sindaco, invece di definirci populisti, radicali,
violenti e aggressivi, considerazioni poco consone al Suo ruolo di
primo cittadino (minoranze comprese) pensi a quanti hanno speculato
e continuano a speculare sulla vita di donne, uomini, bambini e degli
operai. Lo ripeteremo in ogni circostanza e in tutte le sedi: l’unica
strada è la chiusura e la riconversione»

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