Cronaca

​La mitilicoltura è sana e le cozze sono buone​

La Confcommercio sul sequestro dei giorni scorsi


La mitilicoltura tarantina è sana e le cozze
coltivate legalmente hanno una qualità indiscussa.

È questo,
in sintesi, il messaggio che arriva da Confcommercio, dopo
l’operazione che nei giorni scorsi ha portato al sequestro di un
ingente quantitivo di cozze coltivate abusivamente. Purtroppo,
a causa degli operatori abusivi, è l’intero mercato a pagarne.
«Confcommercio e gli operatori del settore mitilicolo, aderenti
alla associazione – scrive l’associazione dei commercianti
– esprimono apprezzamento per le operazioni di controllo
del settore della mitilicoltura finalizzate a far emergere l’abusivismo
del settore, anche se va evidenziato che si tratta
di un fenomeno che investe un ambito ristretto di soggetti e
non riguarda l’intera produzione, ma solo ‘pezzi di attività’
che si muovono in modo autonomo e al di fuori delle regole.

Spiace che per colpa di pochi soggetti, estranei al settore, le
conseguenze debbano ricadere su tutta produzione mettendo
in discussione la qualità e la salubrità della cozza di Taranto
e gli sforzi che si stanno facendo – in collegamento con il
mondo scientifico e le istituzioni- per rilanciare il settore. I
sequestri di prodotto illegale alimentano purtroppo un sensazionalismo
che getta discreto su tutto il settore, e danneggia
i produttori in regola due volte».

«L’abusivismo – spiega la Confcommercio – oltre che incidere
negativamente sull’immagine della produzione locale,
condiziona l’andamento del mercato poiché abbassa il
prezzo della cozza locale sino al 50%, determinando così
un livellamento verso il basso del prezzo legale di vendita.
Ovviamente il mercato illegale agisce sottraendosi a qualsiasi
obbligo normativo -in fatto di sicurezza e igiene, di aree di
produzione, di prescrizioni amministrative e rispetto delle
leggi sul lavoro, tassazione- assicurandosi così lauti guadagni.
L’abusivismo causa inoltre diffidenza nel consumatore
che, giustamente, non conoscendo la provenienza del prodotto,
appare disorientato
soprattutto quando
emergono nuove
sacche di illegalità.

L’unico modo per
acquistare un prodotto
garantito rimane
ovviamente
quello di rivolgersi
al proprio fornitore
di fiducia o a un
punto vendita autorizzato».

Gli sforzi per uscire
da questa situazione
non mancano:
«Il Commissario
straordinario per la
Bonifica ha reso noto che è stata avviata la procedura per la
instaurazione di un partenariato per l’innovazione finalizzato
all’affidamento della progettazione e alla realizzazione di
interventi di risanamento ambientale del primo seno del Mar
Piccolo per un totale di oltre 32 milioni di euro. Si tratta di un
intervento atteso e auspicato dagli operatori in regola che potrà
finalmente restituire il Mar Piccolo (nell’arco di 635 giorni)
alla sua bellezza e alla sua naturale vocazione produttiva.

Un
intervento che aprirà le porte ad una mitilicoltura a norma
e nell’alveo del rispetto dell’habitat marino, nell’interesse
stesso della tutela delle produzioni che potranno così finalmente
tornare a completare il loro ciclo produttivo nei due
seni del Mar Piccolo. Nel frattempo è però importante che
si completi al più presto la procedura per la riclassificazione
del secondo seno del Mar Piccolo da categoria sanitaria B a
categoria A, diretta dalla Regione Puglia, l’ente competente
alla classificazione degli specchi acquei demaniali, in modo
da scoraggiare i comportamenti illeciti. Contestualmente si
favoriranno quegli operatori che vorranno intraprendere un
percorso di legalità e che vorranno finalmente adeguarsi alle
normative in materia».

Con il commissario Vera Corbelli, inoltre, si sta lavorando
per riqualificare gli operatori e per realizzare un consorzio
tra gli operatori che dovrà garantire le attività di rilancio
commerciale del settore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche